Programma Elettorale Amministrative del Movimento 5 Stelle Piombino

Programmi per il presente

SVILUPPO ECONOMICO DEL TERRITORIO

 

L'attuale modello di monocultura industriale, una volta collassato, ha portato questo territorio all'impossibilità di creare benessere sociale basandosi esclusivamente sugli aiuti statali, come lo strumento della cassa integrazione.

Oggi Piombino, con gli impianti in gran parte fermi, vive una drammatica crisi occupazionale con una popolazione sovradimensionata rispetto alle residue possibilità di lavoro. Si tratta di cambiamenti che altre realtà hanno già affrontato, ma ogni volta si sono commessi gli stessi due errori: quando era possibile non si sono create alternative all'industria e quando quest'ultima è entrata in crisi si è sempre pensato di poter recuperare i posti di lavoro perduti in maniera semplice e veloce, mentre la situazione è complessa e di non immediata risoluzione.

 

TURISMO

 

In questo contesto il turismo non può sostituire l'offerta di lavoro che è venuta meno e si impone la ricerca di una difficile diversificazione dell'economia piombinese. Accanto al turismo, quindi, devono crescere altre forme di reddito. 

Il turismo è un'opportunità da ripensare e progettare: il nostro territorio conta numerosissime presenze turistiche all’anno, questo è un dato di cui non sempre abbiamo percezione perché i turisti spesso restano all’interno delle strutture ricettive sulle coste, senza che il territorio piombinese riesca ad attrarli verso il proprio tessuto commerciale, culturale, paesaggistico ed enogastronomico. Questa tendenza può e deve essere modificata; è importante riuscire ad affiancare al turismo balneare, cresciuto in modo spontaneo all'ombra della fabbrica, altre forme di turismo, poiché il nostro territorio ha enormi potenzialità ancora non sfruttate e merita tutte le opportunità che nessuna amministrazione fino ad oggi gli ha mai concesso.

 

OBIETTIVI

 

Uno dei veri traguardi da raggiungere è sicuramente quello di destagionalizzare l’offerta turistica in periodi nei quali promuovere altri tipi di turismo basati ad esempio sulla cultura, sull’enogastronomia, sullo sport, sul tempo libero.

Un altro importante obiettivo è quello di organizzare una rete di servizi completa a corredo dell’offerta turistica esistente (trasporti, beni culturali, parchi ed eventi) e per fare questo è per noi necessario riqualificare il ruolo della Parchi Val di Cornia come soggetto di riferimento, sia per la tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale, sia per la promozione turistica.

 

AZIONI

 

1. Servizi per il turismo

 

·         Potenziare l'ufficio informazioni turistiche,  da collocare in un punto strategico della città;

·         Riorganizzare la società Parchi Val di Cornia, nell'ottica di aumentare l'attrattività e la fruibilità dei siti da essa gestiti;

·         Far inserire Baratti e Populonia fra i siti UNESCO;

·         Creare l’Ecomuseo della Val di Cornia, con itinerari tematici che coinvolgano i parchi e i musei di tutto il comprensorio, dando vita ad un’offerta turistica completa e variegata;

·         Predisporre delle aree attrezzate per i camper, limitando il campeggio abusivo e allo stesso tempo offrendo un servizio ai camperisti, che rappresentano una fetta importante del turismo;

·         Implementare la comunicazione e collaborazione tra l’amministrazione comunale e le strutture turistico-ricettive, attraverso un interscambio continuo d'informazioni, al fine di ottenere una costante promozione turistica su tutto il territorio comunale;

·         Potenziare il portale web informativo del comune, attraverso il continuo aggiornamento delle notizie riguardanti il meteo, il bollettino mare, le farmacie di turno in multilingue, le linee autobus, i numeri utili, le fontanelle dell’acqua pubbliche, ecc.);

·         Predisporre una mappa interattiva di tutto il territorio, con l’indicazione dei punti d’interesse, consultabile via smartphone, tablet e pc;

·         Migliorare l’accesso alle spiagge urbane ed extraurbane con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche a favore dei disabili;

·         Ideare un “Servizio Ticket Diffuso” per i turisti, con la collaborazione delle strutture ricettive, in cui prevedere pacchetti per parcheggi, sconti su ristorazione e attività varie;

·         Destinare l’incasso annuale della tassa di soggiorno per la creazione di interventi a favore del turismo;

·         Avviare un percorso di promozione del nostro territorio con gli armatori delle navi da crociera che attraccano al porto di Piombino, in modo da informare i visitatori dell’offerta turistica presente precedentemente allo sbarco, altrimenti ogni crocerista avrà già il proprio pacchetto di escursioni prenotate, vanificando l’attività di accoglienza svolta sulle banchine dalle operatrici della Parchi.

 

2. Turismo enogastronomico

 

·         Rivedere il regolamento Sagre e Feste, riducendo la quantità di feste politiche cn somministrazione di cibo e bevande ad una per partito/movimento;

·         Creare un’area attrezzata per le Sagre e Feste, in un luogo che non interferisca con le attività di ristorazione;

·         Implementare l’offerta degli eventi;

·         Estendere l’esperienza di “Poderando” (iniziativa organizzata su Riotorto) anche ad altre aree del territorio, in modo che una passeggiata enogastronomica divenga un brand da ripetere annualmente;

·         Promuovere un evento di Street Food con “apini” e realizzare il Mercato Europeo Fiva in periodi al di fuori della stagione balneare;

·         Organizzare un evento rivolto ai turisti, in collaborazione con le attività commerciali, di ristorazione e le strutture ricettive, allo scopo di promuovere e far conoscere tutti i servizi presenti sul territorio. Sarebbe l’occasione per valorizzare ed evidenziare anche le eccellenze alimentari locali, quali produzioni artigianali di pasta, farina, olio, cereali, miele e dolci;

·         Iniziare un percorso con le aziende vinicole locali per trovare un brand di vino da pubblicizzare a livello nazionale e che identifichi il nostro territorio.

 

3. Turismo naturalistico/sportivo

 

·         Ripensare all’utilizzo del Parco della Sterpaia al fine di realizzarne un’area di divertimento e relax per gli amanti della natura, attraverso la messa a bando per la realizzazione di un Parco Avventura, un maneggio, Tree Sleeping (tende sospese sugli alberi) ed eventualmente altre attività analoghe;

·         Migliorare la cura e la conservazione del patrimonio paesaggistico attraverso l’implementazione sentieristica sul promontorio, con miglioramento della segnaletica e cartellonistica, aprendo dei punti panoramici lungo i percorsi che invoglino il visitatore alla scoperta della bellezza e della morfologia del promontorio;

·         Predisporre su tutto il territorio delle aree pic-nic attrezzate;

·         Realizzare dei punti informativi da posizionare agli ingressi del promontorio (Calamoresca e Populonia), per fornire le informazioni sui percorsi, con mappe e itinerari da seguire;

·         Predisporre progetti che mettano in risalto la storia, l’archeologia e la particolare struttura geologica del nostro territorio;

·         Valorizzare l’Oasi Orti Bottagone, attraverso l’annessione ad essa dell’area dei Perelli Bassi, data la sua conclamata attrattività per gli appassionati di bird watching;

·         Organizzare l’evento Outdoor Sport Festival in concomitanza della giornata europea dello sport;

·         Implementare il turismo subacqueo in collaborazione con le associazioni e i centri di Diving;

·         Organizzare eventi di sport acquatici, quali gare di canoa, sup, vela, nuoto;

·         Organizzare il primo palio dei Patini;

·         Inserire la sentieristica del promontorio nel Catasto dei sentieri d'Italia, in rete con i tour operator di settore, e implementarne la diffusione con le associazioni di trekking e di guide ambientali;

·         Prevedere la collaborazione ed il supporto del Club Alpino Italiano, l'organo preposto dallo Stato alla mappatura dei sentieri e al loro accatastamento tramite tracce GPS e adeguare la segnaletica allo standard nazionale;

·         Implementare il trekking urbano, sempre attraverso la collaborazione con le associazioni di guide turistiche, comprendendo punta Falcone e gli astrofili, valorizzando quanto rimane al di fuori dei confini della Parchi.

 

4. Turismo culturale

 

·         Sincronizzare gli orari di partenza e arrivo dei mezzi pubblici con gli orari di apertura e chiusura delle visite guidate ai parchi e musei del territorio;

·         Realizzare una mappa romanzata del territorio (cartellonistica con spiegazione e QRcode / App) e collaborare per l’organizzazione delle visite guidate con le associazioni di guide turistiche; il centro storico rappresenta una potenziale meta per il turismo culturale;

·         Valorizzare la piazza del Museo Archeologico di Cittadella, nell’ottica di renderla un luogo dove è possibile fare “cultura” (musica, teatro, conferenze), anche ripensando all’asfaltatura attuale, per renderla adeguata ad un ambiente quattrocentesco;

·         Organizzare eventi con rievocazioni storiche;

·         Investire risorse nella valorizzazione del patrimonio storico-archeologico, creando un Polo Museale di scienze naturali presso il Palazzo Appiani, rendere visitabili i rifugi bellici, coinvolgere gli enti competenti per recuperare le aree archeologiche che attualmente non rientrano nelle aree visitabili;

·         Creare l’Ecomuseo della Val Di Cornia, diverso da un normale museo, in quanto comprende sia la valorizzazione di itinerari naturalistici, che storico-culturali, collegandoli anche ad ambienti di vita tradizionali, dando vita ad un’offerta turistica completa e variegata;

·         Migliorare il coordinamento tra l’assessorato alla Cultura e l’assessorato al Turismo, al fine di rendere omogenea l’offerta turistica ed evitare finalmente la sovrapposizione di eventi negli stessi periodi;

·         Riservare degli spazi di esibizione agli artisti di strada affinché possano esibirsi in maniera regolare e coordinata nelle vie cittadine;

·         Revisione del regolamento acustico al fine di implementare l’offerta delle serate musicali;

·         Valorizzare il Sentiero dei Cavalleggeri, collocando lungo il percorso dei pannelli storici riportanti fatti ed eventi inerenti al nome del sentiero, riportando alla luce avvenimenti storici, anche attraverso rappresentazioni storico-teatrali;

·         Sistemare il parcheggio di Populonia Alta, in modo da renderlo fruibile per gli autobus, e creare un percorso pedonale che colleghi fino all’area dei parchi, evitando il transito dei pedoni su strada asfaltata;

·         Pubblicizzare i musei e i parchi attraverso una collaborazione con le compagnie di navigazione, esponendo all’interno dei traghetti info-point multimediali tematici.

 

5. Turismo balneare

 

·         Ripensare completamente il servizio di trasporti tra la costa est, la costa ovest, il centro urbano e le strutture ricettive, al fine di facilitarne i collegamenti;

·         Migliorare la viabilità del golfo di Baratti partendo dalla realizzazione del parcheggio delle Caldanelle, che opportunamente piantumato e sistemato, nei periodi di maggior affluenza, diventa funzionale alla riduzione del traffico veicolare nel golfo, collegandolo con un servizio navetta efficiente e conveniente;

·         Avviare un progetto volto alla creazione di un “Taxi del Mare” che colleghi il porticciolo di marina con Salivoli, Baratti ed il promontorio;

·         Creare delle piattaforme di legno per facilitare l’accesso al mare sulla costa urbana, rendendola fruibile alla balneazione;

·         Implementazione dei “Punti Blu”;

·         Avviare uno studio di progettazione per realizzare nel Piazzale d’Alaggio una o più piscine, con la possibilità di copertura per l’utilizzo anche invernale;

·         Destinare dei locali comunali in centro a servizio di Bagni Diurni, con servizio doccia, per i turisti che utilizzeranno le spiagge urbane;

·         Attrezzare gli edifici pubblici al fine di ospitare mostre fotografiche, pittoriche, ecc.;

·         Allestire un’area museale adeguata per recuperare la storia della siderurgia antica, mettendo in evidenza il ruolo delle miniere di ferro elbane.

 

 

CULTURA

 

La cultura deve rappresentare una parte integrante dello sviluppo della nostra città e la riscoperta delle proprie origini storiche è importante perché stimola il senso di appartenenza al proprio territorio, che ha molto da dire e raccontare avendo alle spalle una lungo percorso che inizia già prima degli Etruschi, attraversa il Medioevo ed il Rinascimento per arrivare alle testimonianze del Novecento con il riconoscimento della medaglia d’oro al valore militare. Per questo riteniamo fondamentale la valorizzazione e la riscoperta dei “Luoghi della storia”, che portano con sé il racconto di come Piombino, sin dall'antichità, sia sempre stata la terra di uomini che hanno partecipato all'evolversi della storia nei secoli.

Ogni testimonianza deve divenire fruibile dai cittadini e dai visitatori come momento di immersione nelle nostre radici. Pensiamo ad esempio ai reperti del periodo etrusco che ancora sono nascosti nei boschi di Baratti, alle testimonianze medievali che si confondono tra le mura dei palazzi, ai rifugi bellici che non sono raggiungibili; questi hanno per noi un enorme valore, rappresentano qualcosa che deve essere mantenuto al meglio, valorizzato  maggiormente e reso godibile, affinché la memoria storica della nostra città non venga persa.

Cultura non è soltanto Storia ma anche Arte, intesa come forma di comunicazione universale attraverso la quale l’individuo cresce e si rinnova sia come individuo che come membro consapevole di una collettività. La Cultura in generale e l’Arte in particolare, diventano una missione fondamentale dell’amministrazione della Cosa Pubblica.

Cultura è anche scienza, Cultura è anche conservazione del patrimonio marino.

Piombino si affaccia su un arcipelago ricco di unicità nel mondo sommerso: flora, fauna e relitti dovrebbero rappresentare una ricchezza naturalistica e storica da mantenere e valorizzare.

 

OBIETTIVI

 

Riteniamo che le nostre risorse storiche e culturali siano poco sfruttate e mal gestite e vorremmo riportare l'attenzione su ciò che Piombino può offrire, attraverso l'investimento di risorse in un settore che non è accessorio, ma che può divenire una fonte di sviluppo per il territorio. Questo è possibile attraverso una gestione attenta dei beni culturali, attraverso il coordinamento tra Assessorato alla cultura ed Assessorato al Turismo, attraverso la promozione di eventi che riportino in vita quelli che sono stati i momenti fondamentali della città nel suo percorso storico, attraverso un’attenta manutenzione ed una efficace promozione del nostro patrimonio storico, culturale e marino.

 

AZIONI

 

·         Coordinare l'Assessorato alla Cultura e quello al Turismo, affinché sia possibile valorizzare al massimo la nostra storia culturale e renderla un’attrattiva turistica;

·         Promuovere eventi che valorizzino avvenimenti storici e culturali della storia di Piombino;

·         Attivarsi per mettere in sicurezza ed aprire al pubblico i rifugi della seconda guerra mondiale;

·         Fare manutenzione e mettere in evidenza le mura leonardesche;

·         Restituire Palazzo Appiani alla funzione culturale, prevedendone la trasformazione in un polo museale di scienze naturali e biologia marina, ripristinando la collaborazione con gli istituti di ricerca e le università che erano presenti nel 2014;

·         Migliorare la cartellonistica turistica culturale cittadina e istallarne di nuova per valorizzare monumenti e luoghi storici e inserire metodi digitali come App o QRcode;

·         Creare una collaborazione attiva con le associazioni di guide turistiche per creare escursioni guidate alla scoperta dei “Luoghi della Storia“ con particolare attenzione al centro storico di Piombino; escursioni create costruendo l’itinerario in modo da trasmettere il racconto in modo coinvolgente, evitando di esporre il visitatore ad un banale elenco asettico di monumenti;

·         Promuovere eventi sull’Arte di alto livello e ritagliare spazi in cui i giovani artisti possano esprimere il loro potenziale, per attivare un percorso di crescita che un domani potrebbe portarli a rappresentare un’eccellenza del nostro territorio;

·         Attrezzare gli edifici pubblici, ove possibile, al fine di renderli funzionali ad ospitare mostre fotografiche, pittoriche, ecc.;

·         Avviare una collaborazione con i diving e le associazioni interessate, per incrementare i servizi offerti e la capacità attrattiva del nostro patrimonio marino;

·         Censire i luoghi d’immersione, in modo da catalogare i numerosi siti d’interesse ambientale archeologico presenti nelle nostre acque (relitti dall’epoca etrusca alla seconda guerra mondiale, siti d’immersione in zone con particolari specie di flora e fauna);

·         Valorizzare e incentivare il turismo subacqueo nei siti di maggiore interesse, creando una linea di boe per facilitare l’accesso delle imbarcazioni, evitando l’uso delle ancore e la possibile distruzione dell’ambiente sottomarino e per rendere più sicura la sosta;

·         Verificare la possibilità di istituire “un’area marina protetta o riserva marina” al fine di tutelare e valorizzare la ricchezza in termini di flora e fauna presenti nel nostro arcipelago.

 

 

PORTO

 

Il Porto di Piombino rappresenta un’importante opportunità di diversificazione economica del nostro territorio ed è stato oggetto di ingenti investimenti pubblici negli anni passati che ne hanno aumentato le potenzialità ma, nonostante ciò, stenta ad attrarre nuovi traffici e anche le imprese storiche che operano sul porto sono in crisi.

La pessima gestione politico-amministrativa adottata dall’Autorità di Sistema ha fatto sì che i porti di Livorno e Piombino siano stati messi immotivatamente in competizione, quando in realtà i due porti hanno strutture e dimensioni diverse e, conseguentemente, diverse prospettive di sviluppo; hanno pertanto quelle caratteristiche di complementarietà che permettono loro di poter lavorare in sinergia.

 

Da circa 2 anni la nuova Darsena risulta essere una struttura pronta, purtroppo inaccessibile sia a livello stradale, che ferroviario, andando a disincentivare l'appetibilità di molti investitori interessati alla piazza commerciale, dati anche i 20mt di fondale presenti.

Il nostro porto non ha solo un’importanza a livello industriale ma anche a livello marittimo, essendo un ponte verso l’Isola d’Elba, la Corsica e la Sardegna.

Vogliamo che il porto diventi una parte di Piombino e della sua vita quotidiana, proprio per questo, durante i maggiori periodi di flusso passeggeri, vogliamo garantire dei collegamenti tra il centro cittadino e il porto stesso, tramite una metropolitana di superficie, che possa far vivere al turista, nelle ore di attesa prima della partenza, le meraviglie della nostra città.

 

OBIETTIVI

 

La nostra idea riguardo al Porto di Piombino è che possa essere chiamato davvero Porto di Piombino, ovvero diventare una parte essenziale ed accentratrice nella struttura commerciale e turistica della città.

 

AZIONI

 

·         Far completare l’allacciamento idrico ed elettrico delle infrastrutture dalla parte pubblica, insieme anche al collegamento viario e ferroviario, così da permettere l’ingresso dei traffici commerciali sulle nuove banchine già pronte;

·         Assicurare che i nuovi concessionari delle banchine rispettino la salute dei lavoratori e dell'ambiente, senza alcun compromesso in tal senso;

·         Incoraggiare l’utilizzo delle professionalità e delle aziende specializzate già operanti sul porto, da parte di chiunque voglia investire, favorendo l’occupazione e l’economia locali;

·         Mettere in campo tutti gli strumenti possibili per ripristinare i traffici Ro-Ro per la Sardegna, ed altre eventuali nuove destinazioni, in quanto la loro soppressione ha abbattuto fortemente la maggior parte delle imprese che vi operavano;

·         Potenziare il traffico merci e passeggeri in direzione delle isole, conciliando le esigenze degli armatori e delle Istituzioni, sia perché geograficamente Piombino rappresenta il porto più vicino, sia perché il nostro porto ha a disposizione aree sufficienti da destinare a tali traffici;

·         Migliorare la condizione del traffico, specialmente durante il periodo estivo, nell’attesa del secondo lotto della 398, ad esempio dirottando il solo traffico camion con merci, destinato al porto commerciale, all'interno del percorso di AFERPI, dalla portineria di Ischia di Crociano fino a Portovecchio. In questo modo si eliminano i mezzi pesanti dalle strade urbane, si evitano interferenze tra la parte commerciale e quella turistica e le eccessive attese per i trasportatori che hanno bisogno di tempestività per il rispetto delle ore di guida;

·         Implementare la Metropolitana di Superficie, quale mezzo di collegamento da e per il porto, attraverso l’utilizzo del binario che collega già la stazione centrale a Piombino Marittima e che quindi creerebbe un flusso di persone su vagone, anziché su strada con mezzo proprio, apportando migliorie al terminal di Piombino Centrale, ormai abbandonato a se stesso. Tale progetto avrebbe una funzione strategica anche per i periodi di attracco delle navi da crociera nelle nostre banchine, concedendo ai turisti sbarcati un'accoglienza ancor più degna e potenziata di quella attuale e mettendo loro a disposizione, già a bordo della propria nave, informazioni turistiche riguardanti le escursioni sul nostro territorio. Anche le attività commerciali di Piombino ne trarrebbero giovamento;

·         Mettere a disposizione aule scolastiche per la formazione degli operatori marittimi. A questi ultimi occorre una formazione specifica, in questo momento disponibile soltanto fuori sede, creando uno stallo di tempi per i lavoratori interessati e una richiesta economica inflazionata, considerando che, durante i periodi di sbarco, con i tempi ristretti non è possibile accedervi;

·         Predisporre di tavoli di lavoro permanenti, tra Comune, Autorità di Sistema e aziende che operano sul porto.

 

 

AGRICOLTURA

 

Siamo certi che in Val di Cornia l'agricoltura potrà rivestire un motore di rilancio dell'economia, ma per far sì che questo avvenga è necessaria un'analisi delle cause che impediscono alle nostre imprese di recuperare la spinta economica perduta. Fino a qualche anno fa, in Val di Cornia operavano circa 1.500 aziende di varie dimensioni, comprese quelle familiari; il grosso della produzione era fornito da aziende da 8-10 ettari a conduzione familiare, che operavano accanto ad estese aziende dei grandi proprietari terrieri; la fattoria di Poggio all'Agnello rappresentava un esempio ben organizzato d’impresa agricola, ma queste famiglie persero progressivamente di vitalità a vantaggio delle prime, più motivate e determinate nel migliorare la propria condizione con il lavoro.

Sulla spinta dei Piani Verdi Comunitari, negli anni '70-'80, si affermò la produzione della barbabietola da zucchero e molte piccole aziende in questa fase si irrobustirono; tuttavia, per piazzare l'acciaio nei paesi dell'Africa settentrionale, abbiamo iniziato a  importare il loro zucchero, mettendo in crisi un sistema collaudato.

Negli ultimi anni l'agricoltura è stata, e continua ad essere, condizionata dalla grande distribuzione e accanto al carciofo si sono affermati nuovi prodotti, come gli spinaci verdi, esportati in Germania per la comunità turca.

Oggi la grande distribuzione assorbe la maggior parte della produzione agricola, ma la pretende sempre più varia e applica protocolli troppo onerosi, imposti senza gradualità, al punto che molti agricoltori non sono riusciti a tenere il passo, anche per i pagamenti eseguiti in ritardo proprio dalla grande distribuzione.

La zootecnia è quasi scomparsa e molte aziende hanno provato ad integrare gli introiti dell'attività agricola con quelli derivanti dall'agriturismo. In una fase iniziale fu possibile riconvertire solo gli spazi e i volumi non più utili all'attività agricola, poi fu autorizzata anche la somministrazione di pasti e bevande; sono quindi nate le UTR con il compito di controllare la qualità dei servizi offerti. Oggi il reddito da agriturismo non può superare il 49% dell'intera attività aziendale, che si è ulteriormente differenziata, con produzioni minime ma di qualità superiore, non trascurando le produzioni artigianali di pasta, farina, olio, cereali, miele, dolci e così via.

 

La mancanza di punti vendita ben organizzati suggerirebbe l'apertura di negozi con personale qualificato, che a sua volta imporrebbero una forma di cooperazione tra produttori per sostenere le spese e per non togliere tempo alla produzione. 

Queste iniziative sono da incoraggiare anche in previsione di una proficua sinergia con il turismo, attraverso una maggiore attenzione e promozione dell'ambiente in cui queste aziende operano, anche per una questione di immagine.

 

OBIETTIVI

 

L'agricoltura rivestirà un ruolo centrale nella nostra idea di diversificazione economica del territorio e come tale non dovrà essere concepita come un settore autonomo, ma come parte integrante di un progetto che comprenda ambiente, acqua, enogastronomia e turismo.

 

Incentivazione e promozione di produzioni innovative

Per permettere alle aziende locali di uscire dalla stretta della grande distribuzione, possono essere individuate nuove tipologie di produzioni agricole non necessariamente legate all’uso alimentare. Riequilibrare un mercato controllato dalla Grande Distribuzione è una questione che esula dai compiti istituzionali di un'amministrazione comunale, pur ritenendo che la crescita dell'agricoltura in Val di Cornia sia decisiva per dare a Piombino un futuro diverso.

Capire su quanta acqua è possibile contare, creare un'alternativa alla grande distribuzione, recuperare le aree agricole con problemi di salinità, promuovere nuove produzioni e nuove filiere, sono invece gli obiettivi da perseguire per il rilancio dell'agricoltura piombinese. E’ chiaro che questi tipi di produzioni non andranno a sostituire le produzioni tipiche locali, ma potranno andare ad occupare tutti quei terreni che per effetto dell'impoverimento degli stessi, della scarsità di acqua ad uso irriguo causata dall'aumento del cuneo salino nella falda e infine per la presenza di agenti inquinanti, non risultano idonei alle coltivazioni tradizionali (es. Bocca di Cornia). 

 

CANAPA

Fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia coltivare canapa, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari, era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica).

Il declino produttivo è arrivato con l’avvento del boom economico, che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche per la campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un'ombra su questa pianta. Il Governo italiano nel 1961 sottoscrisse la 'Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti' (seguita da quelle del 1971 e del 1988) con cui si proponeva di eliminare ogni produzione di canapa. Risale al 1975 la 'legge Cossiga' contro gli stupefacenti e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scomparvero, quando l'Italia era leader europeo con 400.000 ettari coltivati. Una legge che non distingueva tra la qualità “indica” e quella legale della “sativa”.

Due sono i vantaggi di questa coltivazione: la pianta disinquina i terreni, resiste alla siccità e rappresenta un’opportunità economica per tutti quei terreni adatti a grandi colture di qualità. In questi termini rappresenta anche un elemento di maggiore libertà d’impresa per il coltivatore.

 

Sempre nel 2003 la Regione puntava su una canapa naturale, senza chimica per intendersi, per produrre materiali fonoassorbenti, blocchi per l'edilizia, carte e imballaggi, alimenti, medicinali, cosmetici, lettiere, prodotti per le automobili e tele tessili.

Tra il 2013 e il 2018 i terreni coltivati a canapa sono passati da 400 a 4000 ettari, sviluppando filiere con produzioni che vanno dai mattoni isolanti, all'olio antiinfiammatorio, alle bioplastiche, ai tessuti per vestiti e tendaggi, cosmetici, semi, fiori per tisane, pasta, biscotti, farine e pane. Gli alimenti a base di canapa contengono proteine e amminoacidi in forma facilmente digeribile.

L'interesse per la canapa è esploso dopo l'approvazione della legge 242 del 2 dicembre 2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”. Con la nuova norma non è, infatti, più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Per la destinazione alimentare possono essere commercializzati esclusivamente i semi, in quanto privi del principio psicotropo (Thc). Resta il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare.

Un discorso a parte riguarda la coltivazione della cannabis ad uso terapeutico, che potrebbe generare un giro di affari di 1,4 miliardi e garantire almeno 10mila posti di lavoro, riducendo al contempo la dipendenza dall’estero. Attualmente la 'marijuana di Stato' è prodotta nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, dove si punta peraltro ad aumentare la produzione, passando dagli attuali 100 chilogrammi l’anno a circa 300.

Per la Coldiretti, la riscoperta della canapa è una conferma della capacità delle imprese agricole, specialmente quelle gestite da giovani di coniugare tradizione ed innovazione per sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori. Non solo zappa o trattore. La nuova generazione degli imprenditori dell'agricoltura tra gli attrezzi del mestiere oggi annovera anche smartphone e tablet, connessi e in cloud. Fanno così capolino le tecnologie digitali e la capacità di essere social.

 

BAMBU’

Questa pianta, originaria dell’Asia, è diventata la speranza di molti agricoltori che, con le colture tradizionali, spesso non riescono a fare quadrare i conti. Questo tipo di produzione apre alla possibilità per le nostre aziende di inserirsi in mercati dai notevoli volumi, basti pensare che in gran parte del sud dell'Asia, il bambù è utilizzato nell'edilizia. La presenza sul territorio di questo tipo di coltivazione può facilmente favorire la verticalizzazione della filiera attraverso l'insediamento di aziende che ne lavorano il prodotto. Le piante di bambù, che possono raggiungere altezze vertiginose (fino a 25-28 metri), sono preziose sia per i loro germogli, che per le loro canne. I germogli, utilizzati in ambito alimentare, sono molto apprezzati per le loro proprietà nutritive. Possono essere consumati a crudo (hanno un sapore delicato, simile a quello degli asparagi e dei carciofi) o sottolio, e le loro punte possono essere impiegate nella preparazione di paté e creme. Ad essere utilizzate sono anche le foglie del bambù gigante (molto richieste, tra l’altro, dalle aziende cosmetiche) i cui estratti vengono impiegati nella preparazione di ottime tisane. E veniamo alle canne che rappresentano, forse, il “punto forte” della coltura. Parliamo di fusti del diametro medio di 10-14 centimetri che, in virtù della loro resistenza, elasticità e leggerezza, secondo le previsioni di molti, arriveranno a “detronizzare” il legno nel campo dell’edilizia.

 

I vantaggi del bambù sono molteplici: prima di tutto cresce molto velocemente, con il record raggiunto in Giappone di un metro in un giorno; è una pianta rustica, che non ha bisogno di cure particolari: un bambuseto adulto provvede ad un’auto-pacciamatura con le foglie secche e riesce a mantenere l’umidità nel terreno.  Il bambù inoltre, non ha parassiti naturali e non ha bisogno di agro farmaci. Per questo è molto facile da coltivare. La coltivazione del bambù, come già esposto per la canapa, ha una particolare valenza di tipo ambientale, in quanto la pianta di bambù assorbe grandi quantità di Co2 e riesce a depurare, come poche altre, le acque.

 

AZIONI

 

·         Creazione di un tavolo permanente per l'agricoltura. Il Tavolo di Lavoro sarà coordinato e diretto dall'assessorato all'ambiente e composto da un rappresentante del Dipartimento Agricoltura della Regione Toscana, dai rappresentanti delle tre Associazioni di categoria, di Assocanapa, dei potenziali produttori e da almeno due esperti tecnici (un geologo e un agronomo). Lo scopo del tavolo di lavoro sarà quello di aprire una stagione di dialogo e di ascolto con tutto il tessuto di aziende agricole del territorio e di agevolare le stesse nella programmazione, nello sviluppo di progetti e nella ricerca di finanziamenti Regionali ed Europei

·         Organizzare un convegno, meglio se di valenza nazionale, che coinvolga ASSOCANAPA e gli operatori che già ruotano intorno al mondo della canapa. Importante sarebbe poter coinvolgere l'Istituto farmaceutico di Stato, l'unico Ente autorizzato a produrre la canapa per scopi farmaceutici. Accertata la fattibilità economica, la Commissione dovrebbe indicare i protocolli della produzione, promuovere e seguire una prima produzione sperimentale;

·         Favorire la nascita di un Consorzio dei Produttori della Val di Cornia. Il semplice censimento delle aziende agricole e dei loro terreni senza acqua dolce, dimostrabile attraverso una semplice e poco onerosa analisi dei cloruri, potrà essere utile per limitare la superficie coltivabile del Consorzio. Consorzio che però non dovrà escludere gli agricoltori o le aziende che, pur non avendo i pozzi inquinati, mostrino interesse per la nuova produzione. Da questo punto di vista va ricordato che il Consorzio potrebbe, almeno potenzialmente, disporre di diverse centinaia di ettari di terreno;

·      Promuovere l'agricoltura biologica, che prevede una produzione naturale, tramite l'utilizzo di strumenti in grado di preservare l’economia agreste locale e la qualità del cibo;

·      Sviluppare il sistema della filiera corta (km0), attraverso la creazione e la pubblicizzazione di Gruppi di Acquisto Solidali (GAS): gruppi di persone che acquistano all'ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire fra loro. Il GAS realizza quindi una rete di solidarietà, che diventa fondamento dell'esperienza stessa, permettendo di praticare quello che viene definito consumo critico. Ma non è solo questo, la parola “solidale” differenzia un GAS da un qualsiasi altro Gruppo d'Acquisto perché aggiunge un criterio guida nella scelta dei prodotti;

·      Promuovere la certificazione DOC o IGP per alcuni prodotti tipici della Val di Cornia, quali ad esempio: lo spinacio, il carciofo, il pomodoro, l’olio extra vergine di oliva. Ciò contribuirà ad accrescerne il valore e il prestigio commerciali, soprattutto in vista dello sviluppo di un turismo enogastronomico;

·      Promuovere mercati di soli produttori (senza intermediari) in aree strategiche del territorio, che siano una garanzia di trasparenza e di equo compenso per cittadinanza e produttori (mercato del “genuino clandestino” già attivo in numerose realtà);

·      Creare degli Empori, mercati fissi che contengono strutture per una minima lavorazione dei prodotti e che possono rappresentare un punto fisso d’incontro tra domanda e offerta, pur rimanendo in ambito locale.


 

 

ATTIVITÀ   PRODUTTIVE

 

La PMI (piccola e media impresa), il commercio e l'artigianato hanno subìto forti contraccolpi in questi anni, con conseguenti chiusure e fondi commerciali sfitti, che contribuiscono a un costante aumento del degrado urbano, anche in pieno centro.

Occorre ripensare completamente il modello di sviluppo, potenziando l'offerta sotto il profilo infrastrutturale e dei servizi per l'accoglienza, creando un sistema di collaborazione tra le strutture ricettive, la ristorazione e la programmazione degli eventi. Anche a Piombino il sistema delle imprese dovrebbe essere uno dei motori propulsivi dell’economia, analogamente a quanto accade a livello nazionale.

 

OBIETTIVI

 

Un’amministrazione comunale deve cercare di andare incontro a tutte le esigenze di servizi essenziali di cui le imprese necessitano in modo da agevolarle nello svolgimento delle loro attività economiche e nello stesso tempo rilanciare il commercio e l’artigianato attraverso una programmazione sinergica di eventi mirati, così da incrementare l’afflusso turistico in città.

 

AZIONI

 

·         Formare il tessuto degli imprenditori, a tutti i livelli, con corsi creati per l'accoglienza e implementando la conoscenza delle lingue straniere;

·         Potenziare la zona pedonale, intervenendo con un restyling dell'illuminazione, degli arredi urbani, del verde e della pavimentazione stradale, al fine di rendere la passeggiata commerciale il biglietto da visita della città;

·         Allungare l’orario di apertura dei bagni pubblici di via dell’Arsenale, in modo da coprire i periodi di maggiore frequentazione del centro e nei periodi estivi anche nel dopocena;

·         Creare un portale gratuito per gli operatori del settore, in cui inserire tutti gli esercizi commerciali, artigianali e di ristorazione, per una sorta di guida virtuale dove inserire le offerte delle loro attività;

·         Istituire il tavolo permanente delle attività produttive in collaborazione con le associazioni di categoria C.N.A., Confcommercio, Confesercenti, i Centri Commerciali Naturali (C.C.N.) e associazioni sindacali, avendo come obiettivo la semplificazione delle procedure amministrative e tributarie, per migliorare la gestione degli eventi a livello territoriale;

·         Destinare un capitolo di bilancio comunale a favore del commercio, il cui utilizzo sarà deciso insieme alle associazioni di categoria in sede di tavolo di concertazione (es. rifacimento delle saracinesche, luminaria natalizia, ecc.);

·         Progettare eventi per attrarre verso il nostro territorio nuovi flussi turistici;

·         Revisionare il regolamento sagre e feste, nell'ottica di evitare di danneggiare gli operatori commerciali, limitando la possibilità di fare feste di natura politica con somministrazione di cibo e bevande ad una sola volta per calendario per forza politica e lasciando spazio alle associazioni che attraverso tali iniziative trovano il sostentamento delle proprie attività dell'intero anno;

·         Elaborare il calendario eventi insieme agli altri comuni della Val di Cornia limitando la sovrapposizione di eventi importanti;

·         Privilegiare le piccole realtà commerciali rispetto ai grandi centri commerciali su tutto il territorio comunale;

·         Creare un ventaglio di corsi di formazione di “antichi mestieri”, patrocinato dal Comune e dalle varie associazioni di categoria, reinserendo l'artigianato all'interno del tessuto sociale piombinese;

·         Individuare una o più aree del centro storico da destinare alle “botteghe artigianali“, attraverso strumenti d’incentivazione, per ricreare un polo dell'artigianato turisticamente riconoscibile;

·         Concordare con le associazioni di categoria l’istituzione di un soggetto di orientamento per l’avvio di nuove attività d’impresa e per quelle già esistenti;

·         Pubblicizzare, tramite una campagna di comunicazione, gli imprenditori locali che decidono di produrre e commercializzare prodotti a Km 0 (alimentari e non);

·         Frazionare gli appalti pubblici in capitoli più piccoli possibile per favorire le imprese locali rispetto ai grandi gruppi multinazionali;

·         Mettere in atto tutti gli strumenti possibili al fine di sostenere l’attività di itticoltura;

·         Individuare e risolvere le problematiche che impediscono l’istallazione della fibra ottica in tutta l’area del PIP di Montegemoli.

 

 

INDUSTRIA

 

L'industria siderurgica è da sempre il motore economico del nostro territorio. La presenza di un grande stabilimento, oltretutto statale, ha garantito stabilità occupazionale e ricchezza per tutti i cittadini piombinesi, sia per i dipendenti diretti che per tutto il tessuto produttivo e commerciale. Allo stesso tempo tutto ciò ha permesso di ignorare l'innegabile impatto che la presenza d’impianti inquinanti, per loro vetustà, ha portato in termini ambientali e sanitari. Già con la dismissione definitiva delle partecipazioni statali e il passaggio a Lucchini S.p.a. del 1993 i livelli occupazionali garantiti dalla siderurgia sono calati drasticamente. La globalizzazione dei mercati ha reso quello siderurgico uno dei più complessi e competitivi, lo sviluppo economico di paesi con grandi risorse minerarie, energetiche, livelli salariali bassi dovuti all'assenza di tutele per i lavoratori, ha reso sempre più difficile per le aziende siderurgiche italiane poter competere.

 

La crisi economica globale del 2008 e la successiva “discutibile” gestione politica della vertenza aziendale, hanno dato il colpo di grazia allo stabilimento di Piombino. Prima della messa in Amministrazione Straordinaria, la Lucchini S.p.a. vantava circa 2.300 dipendenti, ai quali andavano aggiunti i 700 ArcelorMittal e i 200 della Tenaris Dalmine, più una nutrita schiera di aziende dell'indotto. Qualunque siano gli sviluppi futuri del settore, questi livelli occupazionali non saranno più replicabili e questa deve essere una mera presa d'atto, tuttavia riteniamo indispensabile difendere la presenza dell'industria a Piombino, sia perché è oggettivamente impensabile ricollocare migliaia di addetti fra diretti e indotto in tempi funzionali alla loro sopravvivenza, sia perché nell'ottica di una diversificazione più ampia possibile, l'industria può e deve avere il suo spazio. Certamente lo sviluppo industriale potrà avvenire solamente dietro l'osservanza di alcuni limiti per noi invalicabili. Nessun tipo di lavorazione che comporti o potrà comportare un rischio per la salute dei lavoratori e dei cittadini troverà spazio nel nostro territorio, lo sviluppo industriale dovrà avvenire occupando il territorio strettamente necessario e non dovrà in alcun modo costituire un ostacolo allo sviluppo di altri settori economici.

 

OBIETTIVI

 

Il nostro obiettivo è mantenere la presenza industriale sul nostro territorio, accompagnandola, con i limitati mezzi che un Comune ha a disposizione, verso un continuo miglioramento tecnologico e verso produzioni di maggior qualità, che possano garantire migliori margini operativi lordi, difendendosi così dalle oscillazioni dei mercati globali e dalla concorrenza dei paesi in via di sviluppo.

Vogliamo mantenere alta l'attenzione verso l'impatto ambientale che vecchi e nuovi insediamenti industriali avranno sull'ambiente e sulla salute di lavoratori e cittadini, operando in collaborazione con ARPAT e ASL e dove possibile aumentando i sistemi di controllo in campo. Vogliamo favorire la verticalizzazione delle produzioni, in quest’ottica, l’azione dell’amministrazione comunale dovrà essere rivolta al tentativo di liberare le aree industriali inutilizzate (SIN) e lì programmare l'insediamento d’imprese che lavorano il semiprodotto siderurgico e non solo, a km 0. Questo porterebbe evidenti vantaggi per le imprese locali in termini di competitività dovuti alla minore incidenza dei trasporti sul costo del prodotto, a questo va aggiunto il vantaggio di avere un grande porto in prossimità degli insediamenti industriali. La presenza di personale altamente qualificato è indubbiamente un altro valore aggiunto, che rende il territorio attrattivo per gli investimenti privati. Purtroppo la crisi industriale che ormai si protrae dal 2012 ha innescato il fenomeno della migrazione del know how verso altre realtà produttive, a questo va aggiunto il naturale raggiungimento dell'età pensionabile per il personale con più alto bagaglio di esperienza lavorativa. Il nostro obiettivo è quello di favorire la formazione dei giovani verso nuove tecnologie e nuovi mercati.

 

AZIONI

 

·         Aumentare il numero delle centraline ARPAT per il controllo della qualità dell'aria, così come i controlli sulla qualità delle acque di falda e del mare;

·         Vigilare costantemente, in collaborazione con MISE, Ministero del Lavoro e Ministero dell'Ambiente, sul rispetto di quanto previsto dai vari Accordi di Programma Quadro;

·         Favorire, in collaborazione con la Regione Toscana, la formazione dei dipendenti;

·         Calcolare quanto incida il consumo idrico industriale sul bilancio della falda e promuovere il consumo delle acque depurate del Cornia Industriale.


 

 

POLITICHE PER IL CITTADINO

 

1. Politiche sociali

 

Obiettivo della politica non è tanto lo sviluppo economico fine a sé stesso ma il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, azione tanto più efficace quanto maggiormente viene favorita l'informazione e la partecipazione del cittadino stesso al funzionamento della cosa pubblica.

Fondamentale a questo scopo è ricreare il senso di comunità nella quale ognuno sia sostenuto nell'espressione della propria unicità e aiutato nel momento del bisogno.

Tra i compiti di un'Amministrazione riteniamo importante promuovere tutte quelle iniziative che coinvolgano i cittadini affinché aumenti la loro capacità e voglia di partecipazione, la sensibilizzazione al rispetto reciproco e alla cura dei luoghi pubblici e condivisi dalla collettività, perché ciò che è di tutti è di ciascuno.

Ruolo importante in questo processo viene riconosciuto alla collaborazione con  Associazioni e Gruppi di volontariato presenti sul territorio, perché l'impegno costante, gratuito e motivato di una parte significativa della cittadinanza nei vari ambiti garantisce la tenuta sociale e rappresenta un supporto insostituibile alle Istituzioni.

 

OBIETTIVI

 

Attuare un insieme d’interventi pubblici volti ad una più equa distribuzioni di risorse e opportunità per la promozione del benessere e della qualità di vita dei cittadini e limitare le conseguenze che derivano dal degrado sociale, economico e culturale.

 

AZIONI

 

·         Assicurare supporto ad attività ed iniziative che incentivino il baratto e la donazione di oggetti di seconda mano, rendendo magari disponibile uno spazio comunale destinato;

·         Promuovere giornate dedicate alla protezione dell'ambiente (pulizia spiagge, parchi pubblici, ecc.) al fine di associare al tema del decoro e dell’ambiente anche un importante momento di aggregazione sociale;

·         Creare un progetto per la raccolta delle eccedenze di cibo dalle mense scolastiche e aziendali, per rifornire gratuitamente mense per persone e famiglie in difficoltà e associazioni che si occupano di dare un aiuto ai soggetti più deboli (Last minute market);

 

 

·         Restituire dignità alle persone non occupate e in difficoltà economica, che usufruiscono di misure di sostegno al reddito (reddito di cittadinanza, cassa integrazione, disoccupazione, ecc.) attraverso l’impiego in lavori socialmente utili;

·         Mantenere le forme di aiuto per affitti e asili.

 

 

2. Emergenza abitativa

 

Una delle più comuni e gravi emergenze sociali, legate al crescente disagio economico, è sicuramente quella abitativa, con più di 70 sfratti esecutivi all’anno.

Negli ultimi anni, con l'aggravarsi della crisi dell'industria siderurgica, sono aumentati a Piombino il numero degli sfratti esecutivi e molte famiglie si sono trovate nell'impossibilità di pagare le rate dei mutui contratti per l'acquisto della loro abitazione.

 

AZIONI

 

·        Individuare una struttura di prima accoglienza per far sì che i nostri concittadini che si trovino improvvisamente senza dimora, possano avere un luogo dove poter vivere dignitosamente in attesa di un reinserimento sociale;

·        Attuare politiche tese ad incentivare i proprietari di case sfitte alla locazione delle stesse, anche attraverso la realizzazione di un tavolo di concertazione tra proprietari, agenti immobiliari ed inquilini, al fine di raggiungere il pieno utilizzo degli alloggi disponibili sul territorio.

 

 

3. Politiche giovanili

 

Se investire sulle risorse umane è uno dei nostri princìpi, investire sui giovani è il valore più ambìto.

Convinti che in una società sempre più virtuale sia necessario insegnare ai giovani ad attivarsi concretamente nella vita reale, ci proponiamo di coinvolgerli in laboratori di formazione ed aggregazione mettendo a loro disposizione locali, attrezzature e competenze per la loro crescita e la loro creatività in strutture appositamente dedicate.

 

AZIONI

 

·        Mettere a disposizione gratuitamente degli studenti una struttura da utilizzare per svolgere le assemblee d’istituto, momento in cui attraverso il confronto imparano a sentirsi parte attiva della società;

·        Ricognizione e mappatura delle realtà giovanili operanti nel territorio;

·        Favorire tutte le iniziative, pubbliche e private, che abbiano lo scopo di stimolare il percorso formativo dei ragazzi;

·        Facilitare tutte le forme di aggregazione e di confronto, anche nell’ottica di una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica dell’amministrazione comunale (consulta dei giovani, tavoli di lavoro, ecc.);

·        Predisporre forti campagne di sensibilizzazione al grande problema del bullismo, sia nelle scuole che nei luoghi di svago.

 

 

4. Politiche per gli anziani

 

Un’amministrazione comunale deve valorizzare la figura degli anziani come patrimonio della società perché in loro s’identifica la memoria culturale di una popolazione.

Rappresentano una risorsa umana attiva, un contributo di energie ed esperienze delle quali la società può e deve avvalersi. L’allungamento della vita media comporta l’aumento delle difficoltà legate all’essere anziano, contemporaneamente alla diminuzione delle possibilità dei familiari di dedicarsi completamente all’assistenza dei loro cari.

 

 

AZIONI

 

·         Predisporre progetti d’inclusione, con iniziative finalizzate a conferire un ruolo sociale all’anziano, attraverso il suo coinvolgimento in attività di volontariato e in attività di supporto, volte a migliorare la qualità della vita quotidiana del nostro territorio;

·         Istituire un Albo di assistenti familiari per facilitare la reperibilità di queste figure da parte di chi ne ha bisogno, favorendo l’incontro tra domanda e offerta;

·         Mantenere gli spazi idonei attuali e valutare la creazione di nuovi, per incentivare l’aggregazione e l’attività degli anziani;

·         Aumentare il controllo e la collaborazione con le realtà associative che si occupano degli anziani, in modo che dal confronto possa nascere un miglioramento delle politiche sociali rivolte a questa categoria di persone. Ciò è possibile attraverso progetti che possano mettere in contatto generazioni diverse per uno scambio reciproco di esperienze e abilità che altrimenti rischierebbero di andare perdute (orticoltura, riparazioni di piccoli oggetti, antichi mestieri);

·         Attivarsi presso gli Enti competenti per l’implementazione del servizio geriatrico.

 

5. Disabilità

 

La disabilità fa parte del mondo e non è un mondo a parte.

Il nostro programma, sensibile a questo argomento, vorrebbe mettere in campo tutta una serie di accorgimenti che permettano l’accessibilità dei cittadini disabili alle loro mete. Edifici privati e pubblici, parchi e spiagge necessitano di interventi che li rendano accessibili ai diversamente abili, eliminando le numerose barriere architettoniche presenti.

 

AZIONI

 

·        Migliorare l’accessibilità di tutti gli edifici pubblici di competenza comunale (ingresso cimitero, uffici del Comune, ecc.);

·        Mettere in condizione gli autisti degli autobus di poter estrarre la già esistente pedana mobile in caso di necessità;

·        Valutare la possibilità di riattivare il servizio del Pollicino;

·        Migliorare l’accessibilità delle spiagge, non solo attraverso percorsi di raggiungimento dell’arenile, ma anche attraverso pedane e scivoli che permettano la balneazione;

·        Attivarsi presso gli enti competenti per avvicinare la figura del fisiatra ai cittadini piombinesi, poiché l’unico disponibile è a Campiglia Marittima;

·        Creazione di un progetto pilota attraverso il quale attivare un servizio sociale di compagnia nei confronti dei disabili gravissimi in dipendenza vitale attraverso bandi del Servizio Civile nazionale o da parte di studenti volontari che, oltre a ricevere dei crediti formativi, usciranno arricchiti da un’esperienza di vita che li porterà a sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti di chi ha maggiormente bisogno.

 

6. Sanità

 

La riforma regionale della sanità del 2015, ha gettato le basi per la concentrazione delle eccellenze sanitarie in pochi ospedali di alto livello e il conseguente smantellamento, passo dopo passo, degli ospedali minori presenti su tutto il territorio toscano. L’ospedale di Piombino rientra a pieno titolo in questa categoria.

La creazione della Società della Salute integrata con Cecina ha lo scopo di “mettere in rete” i due presidi ospedalieri per mantenere i servizi, ma di fatto si tratta di tagliare un reparto in una delle due strutture per mantenerlo nell’altra. “Fare rete” si traduce sostanzialmente in un allontanamento del cittadino dal servizio sanitario, con tutti i disagi che ne conseguono.

Un’amministrazione comunale che abbia a cuore il proprio territorio e la salute dei propri cittadini deve farsi portavoce presso gli enti competenti per tutelare il proprio presidio ospedaliero e difendere il mantenimento dei servizi presenti. Dovrà individuare le criticità della salute dei propri cittadini e mettere in campo tutti gli strumenti volti a prevenire tali problematiche in relazione alle cause che le generano (inquinamento e fattori di rischio). Dovrà pretendere di ricevere dati e report puntuali per monitorare tutto il territorio e attivare tutti gli strumenti necessari per rimuovere i potenziali pericoli per la salute pubblica.

 

AZIONI

 

·        Attivare il Registro Tumori, importantissimo strumento di controllo e di analisi della salute dei cittadini, dando seguito alla nostra mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale del 27/04/2015, che ad oggi risulta essere ancora disattesa;

·        Creare la sala di emodinamica, in quanto trattasi di un presidio salvavita nel trattamento precoce dell’infarto, poiché risulta determinante il fattore tempo nelle possibilità di salvezza. Piombino rappresenta un luogo intermedio tra il presidio di Livorno e quello di Grosseto, gli unici ad oggi dotati di tale sala. La presenza della sala di emodinamica è di vitale importanza anche in ragione del fatto che Piombino ha un’unica via di accesso alla città;

·        Difendere il Punto Nascita, quale servizio essenziale, sia per la salute del bambino che per quella della madre;

·        Attivarsi presso tutti gli enti competenti e associazioni di riferimento affinché non venga mai a mancare il servizio di trasporto dei malati oncologici presso i centri specializzati localizzati al di fuori del Comune, ed interloquire con la Regione al fine di ottenere la gratuità di tale servizio;

·        Monitorare, attraverso gli strumenti di misurazione relativi ai tre comparti (aria-acqua-suolo) l’inquinamento ambientale, a sostegno di un serio piano di prevenzione e valutazione del rischio sulla salute dei cittadini;

·        Attivarsi presso l’Asl per rendere maggiormente funzionali le Case della Salute, affinché non si limitino ad un insieme di ambulatori di medici di base, ma forniscano invece un servizio intermedio tra la guardia medica e il pronto soccorso, con l’obbiettivo di evitare l’utilizzo improprio del pronto soccorso stesso per problemi di piccola entità;

·        Attivare una collaborazione tra Consultorio e Asl per dotare le scuole di distributori di preservativi per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili;

·        Vigilare sul rispetto delle distanze previste per legge tra scuole, sale da gioco d’azzardo e locali con slot machine, così da scoraggiare le frequentazioni di tali luoghi da parte di minori.

 

7. Associazionismo

 

L’associazionismo è importante per alimentare le relazioni proficue tra gli attori della realtà sociale, economica e culturale di un territorio, per la sua possibilità di integrare le funzioni di un’amministrazione comunale, mitigando in maniera considerevole gli effetti dell’impoverimento dei cittadini e dei sempre più crescenti tagli ai servizi sanitari e sociali.

Il ruolo delle associazioni è quindi centrale e fondamentale.

Ciò che riteniamo debba migliorare è la collaborazione tra le numerose associazioni piombinesi, attive nei più vari ambiti, e tra le associazioni e il comune, che dovrà sostenerle e coinvolgerle nella propria attività.

 

AZIONI

 

·        Creare le Consulte di Associazioni, suddivise per ambito d’interesse (sport, volontariato, cultura, ecc.) per avviare un processo di collaborazione allo scopo di ovviare ad alcune criticità riscontrate nelle loro attività, riguardanti essenzialmente la mancanza di volontari e la scarsità di risorse economiche;

·        Realizzare un’area attrezzata con cucina e adeguati servizi igienici per lo svolgimento di sagre, feste e manifestazioni in cui sia prevista la somministrazione di cibi e bevande;

·        Creare la “Cittadella delle Associazioni”, all’interno della quale le associazioni possano stabilire la loro sede legale e il loro recapito per la corrispondenza, in condivisione, limitando il frequente ricorso all’utilizzo delle sale di quartiere a tale scopo.

·        Effettuare un’analisi approfondita della circolare Gabrielli in merito alla sicurezza delle manifestazioni pubbliche, in modo da predisporre l’elenco di quelle per la cui organizzazione occorra il solo onere della comunicazione al Questore ed ovviare al problema in cui incorrono le piccole manifestazioni, per le quali può essere difficoltoso finanziare la predisposizione del piano di sicurezza. Il fine dovrà essere quello di agevolare le piccole associazioni nell’organizzazione di eventi di piccola entità.

 

8. Politiche d’integrazione

 

Dalla qualità delle relazioni quotidiane tra i singoli cittadini deriva il successo di una politica sociale “a misura d’uomo” caratterizzata da empatia e solidarietà verso gli altri, non più visti come “diversi” o antagonisti. Favorire i processi d’integrazione sociale, culturale ed economica tra i migranti e la comunità locale è propedeutico alla realizzazione di un “tessuto sociale” coeso e vivace. Per far ciò è indispensabile una conoscenza diretta del fenomeno immigratorio, delle sue cause e delle conseguenze, in modo da trasformare un potenziale problema in una opportunità.

Il posto di lavoro è di per sé un luogo di socializzazione, ma, venendo meno in questo periodo storico, sono venuti meno i rapporti interpersonali e la condivisione di esperienze di natura collettiva. Occorre quindi intervenire per ricreare nuove opportunità d’integrazione. In questo, un esempio virtuoso è rappresentato dal Tavolo di Quartiere Cotone Poggetto, i cui volontari hanno investito il loro tempo in attività di alfabetizzazione delle donne, laboratori di sartoria, attività di doposcuola, attività ludiche per bambini e ragazzi, attività d’informazione nei confronti dei “nuovi cittadini” sull’educazione civica e in creazione di eventi di condivisione culturale.

 

AZIONI

 

·         Riproporre l’esperienza del Tavolo di Quartiere Cotone Poggetto negli altri quartieri cittadini, adattandolo alle peculiarità di ogni zona;

·         Gettare le basi affinché il ruolo del Consigliere Aggiunto non sia solo una figura formale, ma possa diventare un portavoce delle esigenze delle comunità straniere;

·         Inserire i rappresentanti delle comunità straniere all’interno dei Consigli di Quartiere;

·         Individuare una rappresentanza di donne straniere all’interno della Commissione Pari Opportunità;

·         Evitare, attraverso gli strumenti urbanistici del Comune, la creazione di zone “ghetto” così da non permettere la differenziazione socio-economica tra zona e zona, tra quartiere e quartiere. Ciò servirebbe anche a distribuire equamente il numero degli stranieri nelle varie scuole;

·         Favorire eventi di contaminazione culturale;

·         Promuovere progetti didattici nelle scuole per favorire l’integrazione degli alunni stranieri;

·         Valorizzare l’attività di sportello per le madri italiane che hanno adottato bambini stranieri, monitorando gli eventuali episodi d’intolleranza razziale subiti dagli stessi.

 

 

 

MOBILITÀ

 

Un piano urbano della mobilità deve poter conciliare la necessità di ciascuno di spostarsi con il diritto di tutti di potersi muovere.

Ciascuno di noi ha l’esigenza di spostarsi dalla propria abitazione verso una diversa destinazione per i più svariati motivi: recarsi al lavoro o a scuola, andare a fare la spesa, uscire con gli amici, fare attività sportiva, rilassarsi nel tempo libero, viaggiare.

Bambini, anziani e diversamente abili rappresentano gli utenti per i quali una città andrebbe pensata e progettata, in modo che sia perfettamente fruibile anche per tutti gli altri.

Per mobilità sostenibile dobbiamo intendere un modello ideale di sistema di trasporti che riduca al minimo l’impatto ambientale, massimizzi l’efficienza e la rapidità degli spostamenti, consenta a tutti di spostarsi liberamente, comunicare, stabilire relazioni, senza perdere di vista l’aspetto umano.

 

OBIETTIVI

 

Occorre pensare ad una serie di servizi e mezzi di trasporto che consentano di ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria, integrare i vari sistemi di trasporto (multimodalità), garantendo l’accessibilità al territorio e il diritto a muoversi in sicurezza delle categorie più “fragili”: pedoni, disabili, bambini, anziani.

Restituire alle strade un ruolo sociale, di luogo pubblico d’incontro e di svago, permetterà anche di presidiare il territorio, con ricadute sul piano della sicurezza.

 

AZIONI

 

Trasporto collettivo:

·         Potenziare servizio ferroviario Piombino-Campiglia;

·         Attivare un sistema ferroviario metropolitano di superficie (Piombino, Fiorentina, Populonia, Campiglia M.ma);

·         Estendere le sedi protette con la separazione di flussi pubblici e privati, auto e bici, auto e pedoni;

·         Implementare il servizio di autobus estivi per collegare i campeggi con la città;

·         Razionalizzare la rete dei bus urbana e suburbana, migliorandone orari e fermate;

·         Diversificare l’offerta in relazione alle diverse domande di servizio (ore di punta, corse serali, ecc.);

·         Promuovere l’uso del trasporto pubblico per la mobilità turistica (treno, autobus);

·         Migliorare il comfort dei mezzi pubblici e della sicurezza delle fermate, per renderne più attrattivo l’utilizzo;

·         Aumentare l’accessibilità all’informazione, con pannelli informativi più comprensibili alle fermate, e la previsione del tempo di arrivo del bus;

·         Sviluppare il sistema tariffario integrato tra i diversi mezzi di trasporto, con l’aiuto anche della Regione.

 

Intermodalità:

·         Attrezzare parcheggi d’interscambio in punti strategici (considerando anche il nuovo ruolo del treno Piombino-Campiglia nel collegamento con alcuni quartieri);

·         Spostare il terminal bus da Via L. Da Vinci all’area della Stazione di Piombino, recuperando alcune strutture esistenti nei pressi della stazione, in modo da rendere più funzionale, comodo e sicuro lo scambio tra i mezzi di trasporto collettivo.

 

Struttura viaria:

·         Ridiscussione con Aferpi del tracciato del 2° lotto della 398 fino al porto, superando le problematiche emerse con la variante Aferpi, evitando il passaggio della nuova strada dal Cotone e la creazione dell’imbuto di traffico che si verrebbe a creare.

·         Riorganizzare la viabilità di quartiere, anche attraverso confronti periodici nei quartieri stessi;

·         Riordinare e razionalizzare la segnaletica stradale e potenziare la segnaletica orizzontale.

 

Mobilità ciclo-pedonale:

·         Sviluppo della rete di piste ciclabili;

·         Connessione delle piste ciclabili con aree verdi;

·         Inserimento di maggiori stalli per la sosta delle biciclette, soprattutto in corrispondenza delle stazioni, dei terminal bus e degli attrattori in genere.

 

Accessibilità pedonale nel centro storico:

  • I Incrementare le aree a parcheggio limitrofe al centro città, in modo da ovviare al congestionamento del traffico nelle vie principali;
  • Aumentare le aree pedonali;
  • Implementare strategicamente le ZTL, concertandone l’ampiezza con le associazioni di categoria e i residenti del centro;
  • Realizzare attraversamenti pedonali sicuri e facilmente utilizzabili da tutti;
  • Revisionare le zone 30 km/h, per rallentare il traffico automobilistico, realizzando condizioni strutturali tali da obbligare naturalmente alla riduzione della velocità;
  • Creare zone di sosta a orario e tariffa diversificata in base alla lontananza dal centro.

 

Mobilità sostenibile:

1.   Valutare il progetto di decentramento degli uffici e servizi comunali e sanitari, in modo da eliminare le numerose barriere architettoniche presenti nell’attuale sede degli uffici comunali, nonché rendere più facilmente accessibile il comune ai cittadini che abitano nei quartieri più periferici;

2.   Attivare un servizio di “car sharing” in collaborazione con i comuni limitrofi;

3.   Promuovere il “bike sharing” e  le bici di cortesia negli alberghi cittadini.

 

Mobilità garantita:

·         Agevolazioni tariffarie per l’uso del trasporto pubblico;

·         Realizzazione di opere infrastrutturali che rendano più agevole la mobilità alle persone con difficoltà economiche.

 

 

Efficienza, sicurezza e accessibilità dei mezzi:

·      Garantire mezzi pubblici efficienti, per frequenza e accessibilità, in modo che costituiscano una valida alternativa all’automobile;

·      Estendere il servizio di video sorveglianza a bordo dei mezzi e alle fermate;

·      Potenziare il servizio di controllo e sanzionamento a bordo dei mezzi;

·      Implementare i metodi di pagamento con carta a microchip.

 

Accessibilità degli spazi pubblici:

·         Adeguare il parco mezzi circolante, con l’introduzione di veicoli conformi alle necessità delle persone disabili;

·         Messa a norma degli spazi di fermata;

·         Ideare nuove soluzioni per il miglioramento della fruibilità pedonale (abbattimento delle barriere architettoniche, allargamento marciapiedi, eliminazione ostacoli, isole pedonali, attraversamenti pedonali più sicuri, panchine, ecc.);

·         Riprogettare le aree intorno ai terminal bus e alla stazione ferroviaria, per migliorarne l’utilizzo (zone sosta bici, percorsi pedonali, ecc.);

·         Dotare di avvisatori acustici i semafori che non ne sono già provvisti;

·         Riattivare un servizio di trasporto disabili a chiamata (Pollicino).

 

Qualità dell'aria:

·         Adeguare i veicoli del trasporto pubblico locale circolanti a motore non ecologici con l’installazione dei filtri antiparticolato, e prevederne la sostituzione con mezzi elettrici;

·         Governare la logistica delle merci in ambito urbano, con una razionalizzazione della distribuzione nell’area urbana, riducendo il numero di km percorsi per unità di merce ed il numero di mezzi circolanti;

·         Sviluppare le politiche del mobility management nei principali poli di lavoro (ospedale, comune, imprese, ecc.);

·         Favorire l’utilizzo dell'elettrico o del metano per autotrazione per corrieri e operatori taxi;

·         Prevedere nel territorio comunale delle colonnine di ricarica per auto elettriche e delle stazioni di rifornimento per metano.

 

Qualità dell'ambiente urbano:

·         Sviluppare un “Piano delle riqualificazioni dello spazio pubblico”, soprattutto nelle zone più decentrate, in cui privilegiare la presenza pedonale;

·         Ampliare le aree pedonalizzate, con la collaborazione dei Quartieri, in modo da consentire anche una riqualificazione dell’intera area urbana interessata;

·         Riconsegnare alla città le aree limitrofe alla linea ferroviaria.

·         Mantenere un elevato standard manutentivo del suolo pubblico, redigendo un programma d’interventi di manutenzione straordinaria, che comprendano strade, marciapiedi e aree di sosta.

 

Riordino della sosta:

·         Creare parcheggi pubblici in spazi dedicati, o all’interno di strutture nelle zone in cui vi è un’elevata domanda di sosta;

·         Differenziare le tariffe e i tempi di sosta dei parcheggi a pagamento in base alla distanza dal centro cittadino;

·         Predisporre bandi per la gestione dei parcheggi pertinenziali nelle zone ad alta domanda di sosta (diritto di superficie), previa individuazione di aree adatte.

 

Mobilità e tecnologie per la gestione del traffico:

·         Installare un sistema di messaggistica variabile (VMS): INFOMOBILITA’, come i pannelli all’entrata della città e pannelli con indicazione dei parcheggi liberi nelle zone turistiche (entrata Baratti, Costa Est, …), ed infine pannelli mobili per eventi straordinari (cantieri, mercati, ….);

·         Ampliare il controllo elettronico dei varchi d’accesso alla ZTL;

·         Controllare l’accesso alle aree pedonali con dissuasori mobili a scomparsa;

·         Effettuare indagini periodiche sulla mobilità e sulla qualità del trasporto pubblico.

 

SICUREZZA

Il tema della sicurezza urbana è sempre più sentito dai cittadini come un problema.

La percezione che il cittadino ha della propria città nel quotidiano non va assolutamente sottovalutata perché ci racconta un disagio che il cittadino vive e che la politica deve risolvere, ma anche perché questa percezione influisce sul modo in cui la città viene vissuta. Se viene vista come non sicura, rischiosa, viene meno il senso di appartenenza e crolla il tessuto delle relazioni sociali su cui si costruisce il senso di comunità.

Una città sicura è un bene inalienabile, richiama benessere sociale, attrae risorse dall'esterno (turismo e più domanda di residenza) e accresce l'attenzione sociale verso le forme e i segni d’inciviltà.

 

OBIETTIVI

 

Una città è sicura quando un’amministrazione è in grado di sviluppare un sistema integrato di interventi, intrecciando da un lato il rafforzamento delle attività di controllo, e dall’altro le attività di prevenzione. Tutto ciò passa necessariamente dal concetto di soddisfazione dei bisogni sociali, dal sostegno nel momento del disagio e dalla percezione del cittadino di sentirsi protetto.

Occorre dedicare molta attenzione alla cura degli edifici e degli spazi pubblici affinché l’incuria e l’abbandono non contribuiscano a creare un clima in cui possano prosperare comportamenti illegali e di vandalismo.

 

AZIONI

 

 

·      Effettuare un censimento dei luoghi “pericolosi”, in collaborazione con i quartieri, in modo da individuare quelli che possono essere potenziali fonti di rischio (edifici fatiscenti e abbandonati, spazi verdi non curati, zone scarsamente illuminate);

·      Ripristinare con una delibera di Consiglio Comunale il “Corpo della Polizia Municipale”, superando il declassamento a “servizio” subìto dai Vigili Urbani per effetto della delibera di giunta del 2009. In questo modo il corpo della Polizia Municipale, ed il comandante, tornerebbero sotto il diretto controllo politico del Sindaco;

·      Ripristinare il vigile di quartiere come figura di riferimento per la cittadinanza;

·      Operare una riorganizzazione del personale della Polizia Municipale, al fine di incrementarne la presenza sul territorio, anche nelle ore notturne;

·      Programmare corsi di formazione per la polizia locale, presso scuole specializzate; migliorandone anche le competenze in materia di polizia giudiziaria;

·      Avviare un protocollo d’intesa triangolare con Prefettura, Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale per migliorare la collaborazione tra i diversi corpi e presidiare al meglio tutto il territorio, anche attraverso la condivisione della videosorveglianza urbana;

·      Attivarsi presso gli enti competenti per ripristinare, presso le stazioni ferroviarie, il servizio Polfer;

·      Predisporre un piano di controlli serrati per verificare l’effettiva situazione degli appartamenti affittati, con particolare attenzione al numero di persone registrate rispetto a quelle che di fatto vi abitano, in modo da contrastare il fenomeno del sovraffollamento e degli affitti in nero;

·      Analizzare periodicamente i dati statistici relativi ai servizi svolti dalla Polizia Municipale al fine di indirizzare al meglio l’azione del corpo stesso;

·      Impiegare la percentuale degli introiti provenienti dalle sanzioni nel miglioramento della sicurezza stradale.

 

 

ISTRUZIONE

 

I bambini di oggi saranno i Piombinesi di domani, dovremo far sì che il loro percorso di crescita sia garantito al meglio e per farlo dobbiamo iniziare dalle scuole.

Le scuole dell'infanzia, le scuole primarie e quelle secondarie di primo grado rientrano nelle competenze dell'amministrazione comunale ed è necessario che quest’ultima s’impegni per far sì che possano funzionare al meglio, che rappresentino davvero un servizio efficiente per la comunità, impedendone la chiusura nei territori comunali più periferici e garantendo ai bambini di poter vivere parte della loro giornata in un ambiente accogliente e sicuro.

 

OBIETTIVI

 

Mettere in atto tutto quanto rientri nelle competenze comunali per occuparsi dello stato degli edifici scolastici ma anche delle forniture di materiale necessario allo svolgimento delle attività, così da garantire a tutti gli studenti, la possibilità di accedere all'istruzione e di frequentare la scuola avendo a disposizione tutto ciò che occorre loro.

 

 

 

AZIONI

 

·         Verificare lo stato in cui versano gli edifici scolastici così da valutarne la sicurezza e le manutenzioni necessarie;

·         Assicurare il mantenimento delle strutture scolastiche presenti nelle periferie, in zone decentrate rispetto al centro città. Spesso queste strutture rappresentano poli di aggregazione, rivestendo ruoli che vanno oltre la semplice istruzione scolastica fino a divenire fulcro della vita sociale ed economica del quartiere, oltre a rappresentare, in casi come quello della scuola “Norma Parenti” di Populonia, anche un’eccellenza riconosciuta a tutti i livelli istituzionali. Proprio per quest’ultima, come gruppo di opposizione abbiamo presentato in Consiglio Comunale il 18/03/2015 un’interrogazione per avere chiarimenti su quanto deciso per la scuola, in termini di manutenzione e di mantenimento della sede, invece di spostare le classi verso il centro città, e della possibilità di accorpare la suddetta alla scuola d’infanzia Ponte di Ferro. Dobbiamo adoperarci con l'aiuto degli insegnanti e dei cittadini a trovare un'offerta formativa che attiri l'attenzione delle famiglie, così da mantenere il numero di alunni necessario;

·         Mettere in atto tutte le azioni di competenza comunale affinché alle scuole sia fornito tutto il materiale necessario per lo svolgimento dei programmi scolastici e per permettere agli studenti di fruire di condizioni di vita scolastica dignitose;

·         Individuare, oltre all'offerta formativa, nelle nostre scuole medie ed elementari, una o più persone che indichino alcuni progetti utili al finanziamento di materiale didattico e che garantiscano la partecipazione ai bandi europei come già sta avvenendo nelle scuole superiori;

·         Garantire la sicurezza, la formazione e l’organizzazione della scuola materna, vero inizio del percorso di formazione ed educazione di un bambino;

·         Garantire un'offerta formativa la più ampia possibile, e, nonostante le scuole superiori non siano di diretta competenza dell'amministrazione comunale, lavoreremo per l'attivazione d’indirizzi di studio che possano essere legati in maniera più attenta al nostro territorio (es. agrario, nautico ecc.);

·         Promuovere progetti didattici nelle scuole per favorire l’integrazione degli alunni stranieri;

·         Mettere a disposizione gratuitamente degli studenti una struttura da utilizzare per svolgere le assemblee d’istituto, momento in cui attraverso il confronto imparano a sentirsi parte attiva della società.

 

 

SPORT

 

Lo sport occupa un ruolo molto importante nella vita dei giovani perché, grazie ad esso, si fanno nuove amicizie, si abbattono le barriere culturali, si cresce e si impara ad osservare le regole e a rispettare gli altri, compagni ed avversari; con lo sport si acquista fiducia in se stessi, si impara ad accettare le sconfitte, a vivere in un gruppo, una comunità di persone che condivide un obiettivo.

 

Una città che crede nello sport è una città che crede nella propria comunità e nella sua crescita sociale, ed è proprio questo il ruolo della pubblica amministrazione: evidenziare il ruolo sociale ed educativo dello sport, al di là dei risultati agonistici.

 

OBIETTIVI

 

Attuare tutte le misure necessarie affinché a Piombino si possa praticare sport avendo a disposizione strutture manutenute e sicure, dare spazio e supporto a tutte le associazioni che si impegnano per il bene dello sport e della collettività, incoraggiando qualsiasi forma di partecipazione e d’integrazione. Lo sport può avere anche funzione di volano per attrarre turisti sportivi, che potranno apprezzare anche le bellezze del nostro territorio.

 

AZIONI

 

·         Fare sport significa socializzare ed integrarsi e quindi il Comune deve adoperarsi per sostenere quei bambini o ragazzi che vivono in contesti familiari  nei quali problematiche di varia natura, tra cui quella  economica, renderebbero difficoltosa la partecipazione all'attività sportiva;

·         Aprire un canale di comunicazione più assiduo tra le società sportive e il Comune per confrontarsi sulle varie problematiche con l’obiettivo di creare una maggiore collaborazione.

·         Verificare lo stato in cui versano le strutture sportive comunali, così da valutarne la sicurezza e le manutenzioni necessarie;

·         Porre attenzione alle utenze delle strutture Comunali affinché non avvengano sprechi inutili che vadano a gravare sulla collettività, adottando buone pratiche per il risparmio idrico ed energetico, come docce e asciuga capelli temporizzati, impianti di illuminazione a led con fotocellule, ecc.

·         Collaborare con tutte le associazioni sportive, anche dilettantistiche ed amatoriali, affinché si possa lavorare per fare dello sport  un sostentamento per le società che lo esercitano in tutte le sue discipline, ma anche uno strumento di rilancio del territorio e della sua economia attraverso l’organizzazione di eventi e raduni per attrarre turisti sportivi anche in periodi di bassa stagione.

·         Programmare le manutenzioni di cui necessita lo stadio Magona al fine di adeguarlo alle normative sulla sicurezza, ad esempio ripristinando l’agibilità delle uscite di sicurezza, e renderlo fruibile anche per l’organizzazione di eventi di varia natura;

·         Creare un “percorso vita” da realizzare all’aperto fruibile da chi pratica sport amatoriale senza essere collegato ad un’associazione sportiva specifica;

·         Spostare la data dell’Outdoor Sport Festival in concomitanza della giornata mondiale dello sport;

·         Creare una forma di collaborazione fattiva tra società praticanti lo stesso sport in modo da creare reali sinergie per far fronte al diminuire delle iscrizioni dovuto al calo demografico.

·          

 

POLITICHE PER IL TERRITORIO

 

DECORO URBANO

 

Parlare di decoro urbano significa parlare della bellezza e dignità dello spazio urbano, condiviso e vissuto dai cittadini. È decoro la bella piazza, ma anche la facciata di un palazzo non deturpata da sporcizia o scritte vandaliche, è indecoroso lasciare sporcizia a terra, ma anche sostare in doppia fila su una strada frequentata.

Affrontare il tema del decoro urbano ci consente non solo di migliorare l’aspetto estetico di un luogo, ma anche quello funzionale: un luogo più decoroso diviene un luogo in cui è più piacevole il passeggio o la sosta, un luogo più vivibile. Il decoro urbano assicura che uno spazio pubblico possa essere vissuto come esperienza positiva dal cittadino e dal turista.

Tutto ciò obbliga ad affrontare anche il tema del senso civico e del rispetto di regole essenziali per la convivenza: fondamentale avere una cittadinanza consapevole del proprio importante ruolo nel mantenimento di una città decorosa attraverso i propri comportamenti virtuosi.

Un utile strumento per riqualificare e trasformare gli spazi urbani può essere l’arredo urbano, che se usato in modo oculato e pianificato, permette sia di migliorare l’aspetto estetico di un luogo, sia di rendere più piacevole il passeggio o la sosta.

Fondamentale è infine il ruolo rivestito dalla polizia municipale per contrastare comportamenti incivili: sosta in doppia fila, deiezioni canine, sporcizia, distruzione beni pubblici.

 

OBIETTIVI

 

Occorre affrontare il tema del decoro in funzione anche e soprattutto delle ripercussioni che presenta sull’aspetto della sicurezza. 

Riqualificare il centro urbano e le periferie per rendere più vivibile il nostro territorio e investire nel ruolo della polizia municipale per la funzione di controllo e sanzionamento dei comportamenti incivili.

 

AZIONI

 

·         Armonizzare l’arredo urbano e dei manufatti di esercizi privati sulla pubblica via, nel rispetto di quanto stabilito dall'apposito regolamento comunale, attraverso linee guida elaborate con quartieri e ASS. di categoria (cestini, gazebi, panchine, fioriere ecc.);

·         Prevedere nel regolamento edilizio l’armonizzazione del colore delle facciate degli edifici e dei capannoni, per isolato o per via, confrontandosi con realtà simili;

·         Eliminare pannelli per affissioni dal centro;

·         Sostituire le pensiline indecorose alle fermate dell’autobus;

·         Ampliare le superfici ad uso pedonale, dotandole di elementi di arredo che ne valorizzino la bellezza e l’utilizzo;

·         Sostituire e installare nuovi portabiciclette, più funzionali, con l’obiettivo di ridurne la tipologia e ottimizzarne la localizzazione;

·         Ridurre la quantità di segnali verticali, ottimizzarne la disposizione;

·         Utilizzare l’illuminazione scenografica come elemento di arredo per edifici e piazze;

·         Ottimizzare il verde pubblico, con la piantumazione e valorizzazione dei filari alberati nelle vie cittadine;

·         Creare una scheda tecnica che preveda quali tipi di piante utilizzare nelle varie  zone, specificandone caratteristiche e colore, al fine di armonizzare il verde pubblico;

·         Verificare lo stato di manutenzione delle aree gioco per bambini di tutto il territorio, adeguare tutte le attrezzature alle normative che prevedono l’installazione di pavimentazioni anti-urto, applicare laddove ne siano sprovviste, le apposite targhette con l’indicazione dell’età per la fruizione del gioco e la certificazione di conformità, e infine sostituire i giochi rotti o pericolosi, anche sulla base della percentuale di eventuali incidenti avvenuti nel tempo;

·         Utilizzare manifestazioni o feste per riqualificare le zone degradate;

·         Predisporre la recinzione e la chiusura in orari notturni dei giardini pubblici sensibili e mantenerne ordinato il verde;

·         Mantenere gli spazi verdi confinanti con la pubblica via in condizioni di ordine e pulizia;

·         Contrastare gli spazi incolti: se sono spazi comunali devono essere oggetto di manutenzione e taglio alla stregua dei giardini, se privati, occorre obbligare il proprietario a mantenere in ordine il luogo, per motivi d’igiene e sicurezza;

·         Migliorare l’illuminazione nei giardini, negli spazi verdi e nelle strade, nei limiti della legislazione vigente in materia d’inquinamento luminoso;

·         Predisporre un piano di riqualificazione degli edifici abbandonati. Se sono di proprietà comunale, attingendo a bandi europei e/o regionali, o alla vendita in caso di edifici privi di interesse pubblico. Nel caso di edifici privati, rivolgendosi ai proprietari affinché eseguano gli interventi necessari per motivi d’igiene e sicurezza;

·         Avviare una collaborazione inter-istituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l'ente locale nel ripristino e mantenimento di edifici degradati (scuole, istituti ecc.);

·         Ideare concorsi di design, architettura e arte per creare interventi che rimarranno alla città.

 

 

PERIFERIE

Molto spesso sentiamo parlare di “città” anziché di “territorio”.

Piombino ha un’estensione geografica più ampia del comune di Livorno, nonostante abbia un minor numero di abitanti; di questi una considerevole parte vive quindi fuori dal centro; partendo da questa considerazione sarà fondamentale il ruolo dei quartieri periferici.

Attraverso l’esperienza maturata nei Consigli di Quartiere abbiamo avuto modo, in questi 5 anni, di poterci confrontare con le problematiche vissute quotidianamente in ciascuna zona.

I Quartieri restano lo strumento principale per conoscere i bisogni delle periferie, ma andrebbero ripensati per favorire la partecipazione dei cittadini. La politica va intesa come un servizio: se si vuole riavvicinare le persone all'impegno sociale e politico occorre, prima di tutto, rispettare e dare risposte alle istanze della popolazione.

Populonia Stazione, Riotorto, Cotone/Poggetto, Colmata e le campagne rappresentano realtà importantissime, ma percepiscono un disinteresse nei loro confronti da parte del Comune, ognuna per motivazioni diverse, sia per la mancanza di servizi sia per le criticità ambientali da sempre ignorate.

Infine esistono aree urbane che, per effetto di scelte urbanistiche approssimative, sono state trasformate in aree degradate e oggi vengono considerate di fatto periferie nonostante la vicinanza la centro cittadino, in particolare ci riferiamo a tutte quelle zone in adiacenti allo stabilimento. E' sintomatico il fatto che la parte nord del principale corso cittadino sia ad oggi considerata area periferica. Anche in tempi recenti si è continuato a costruire nuove abitazioni in zone considerate di maggior pregio (Salivoli, Montemazzano,…), nonostante il continuo calo demografico. Questo ha causato il calo d’interesse verso alcune aree centrali che, nel corso degli anni, sono state occupate dalle classi sociali più povere creando delle vere e proprie “sacche di povertà”, il più delle volte costituite da minoranze etniche.

Nessuna previsione edilizia ad uso abitativo troverà spazio nel prossimo Piano Operativo, il nostro obiettivo è quello di favorire la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, in modo da ridare decoro alle zone degradate e contrastare la zonizzazione per classe sociale attualmente in atto.

 

OBIETTIVI

 

Riportare i quartieri periferici a sentirsi parte integrante della città, attraverso il potenziamento dei loro servizi primari, la valorizzazione degli eventi che li caratterizzano, il miglioramento del decoro, della viabilità, e dei collegamenti da e per il centro.  Intendiamo inoltre predisporre annualmente una quota di spesa di bilancio, la cui attribuzione è da stabilire con i quartieri, e da utilizzare per interventi mirati in ognuno dei quartieri stessi.

Occorre infine riattivare, a favore di tutti i quartieri, il servizio dell’isola ecologica itinerante, con orari e giorni ben pubblicizzati.

 

AZIONI

 

POPULONIA STAZIONE

Nel periodo estivo, Populonia Stazione deve diventare un centro servizi di supporto al turismo balneare che gravita intorno a Baratti e a Rimigliano.

Nel periodo invernale è invece fondamentale il mantenimento della scuola primaria che, a causa del calo demografico, fatica ogni anno a formare la 1^ classe. Il funzionamento della scuola è decisivo per non isolare la comunità dei residenti e per mantenere i servizi indispensabili (ufficio postale, farmacia, market, panetteria, ecc.).

 

·         Spostare la scuola materna da Ponte di Ferro a Populonia Stazione, sia perché il Piano di Gestione del Rischio Idraulico della Regione Toscana mantiene la scuola in un'area (P3) con una «pericolosità elevata per alluvioni frequenti» e assegna a quella scuola il massimo del rischio idraulico (R4) «Pericolosità molto elevata», sia perché si creerebbe in questo modo un piccolo polo scolastico a Populonia Stazione;

·         Utilizzare la scuola nel periodo estivo come luogo per attività doposcuola;

·         Accantonare la previsione urbanistica di chiusura dell'attuale parcheggio davanti agli esercizi commerciali e di riservare ai pedoni la piazza;

·         Realizzare un centro civico da destinare alle associazioni di Populonia, al fine di consentire loro di svolgere le proprie attività;

·         Intraprendere un dialogo con Asl al fine di prevedere un ambulatorio medico, almeno nel periodo estivo, cui i numerosi turisti presenti nella zona di Baratti possano rivolgersi, evitando di doversi recare obbligatoriamente a San Vincenzo o a Piombino anche per piccoli problemi;

·         Rivedere lo strumento urbanistico, al fine di consentire la ristrutturazione edilizia nel centro abitato di Populonia, favorendo i cambi di destinazione d’uso dei locali;

·         Riqualificare il parcheggio delle Caldanelle, che rappresenta la porta per Baratti, e predisporre un servizio di navetta e un noleggio biciclette;

·         Realizzare una pista ciclo-pedonale che colleghi Populonia Stazione a Baratti, risolvendo in questo modo anche il problema dei pedoni che percorrono la carreggiata;

·         Vietare l'apertura dei cantieri edili durante il periodo estivo;

·         Predisporre la manutenzione, ed eventuale sostituzione degli arredi urbani del parco Fantacampo (panchine, giochi per bambini, ecc.);

·         Sistemare il parcheggio di Populonia Alta, in modo da renderlo fruibile per gli autobus, e creare un percorso pedonale che colleghi fino all’area dei parchi, evitando il transito dei pedoni su strada asfaltata;

·         Avviare con RFI una riqualificazione della stazione di Populonia, nell’ottica di ricreare un’importanza primaria del trasporto su ferrovia per il turismo estivo e per il parco archeologico di Baratti;

·         Realizzare per la scuola di Populonia Stazione un progetto che possa inserire la struttura in un percorso educativo specifico, poiché tale scuola è stata progettata secondo i principi del metodo Montessori, nel rispetto dei bisogni fisiologici e psicologici dei bambini e per farli sentire a proprio agio in uno spazio pensato come luogo di socializzazione. Questo si rispecchia nel fatto che le aule non si affacciano su uno stretto corridoio, ma su un ampio salone, per agevolare incontri, confronti e progettazioni comuni. Tutto ciò allo scopo di scongiurare la continua minaccia di chiusura.

 

RIOTORTO

La frazione di Riotorto percepisce quotidianamente la sensazione di abbandono da parte dell’amministrazione comunale, tanto da esprimere la volontà di staccarsi dal comune di Piombino. Questa sensazione probabilmente è dovuta all’assenza di interventi di manutenzione ordinaria, anche banali, e alla scarsa attenzione nei confronti delle numerose attività svolte dal tessuto sociale riotortese, molto attivo e coeso. A Riotorto convivono numerosissime associazioni, che nel periodo estivo animano le attività della Pinetina, mentre nel periodo invernale viene realizzato uno dei più bei presepi natalizi della nostra zona. Attraverso l’esperienza del Quartiere abbiamo potuto conoscere da vicino i problemi vissuti dai riotortesi, alcuni dei quali abbiamo già tentato di risolverli (fontanelle dell’acqua pubblica, sala del quartiere rinnovata, ecc.).

 

·         Integrare l’attività di manutenzione e recinzione effettuata dalle associazioni riotortesi con l’intervento comunale nel parco giochi di Punta Paini;

·         Predisporre una manutenzione periodica per il campetto delle scuole elementari, del quale le associazioni riotortesi hanno già eseguito la recinzione;

·         Realizzare un’area di sgambamento per cani;

·         Realizzare la scivola per disabili alla scuola elementare;

·         Intervenire urgentemente sull’impianto di depurazione della Pinetina, a causa della cui inadeguatezza persiste da anni un problema ambientale, e per il quale sono già state stanziate delle risorse ingenti;

·         Assicurare il rispetto del regolamento sagre e feste, per quanto concerne l’obbligo di realizzazione di eventi nel centro abitato a seguito di feste organizzate nell’area della Pinetina, in modo da assicurare un ritorno economico anche per le attività commerciali che non beneficiano dei flussi turistici presenti nel parco della Pinetina;

·         Migliorare l’organizzazione e la pubblicità dell’ufficio informazioni turistiche;

·         Realizzare un progetto di sentieristica per mountain bike e trekking nell’area del Parco di Montioni, al fine di sviluppare un circuito di ecoturismo;

·         Progettare un collegamento ciclo-pedonale tra Riotorto e la costa est, da inserire nel più ampio e importante progetto della ciclopista tirrenica.

·         Mettere in cantiere la realizzazione di un marciapiede lungo la strada d’ingresso al paese, in modo da rendere sicuro il passaggio di chi scende alla fermata del bus (studenti, operai, ecc.);

·         Avviare un monitoraggio dello stato di manutenzione dei fossi per lo scolo delle acque meteoriche e intervenire laddove si renda necessario;

·         Verificare lo stato di salute di strade e marciapiedi e programmare interventi migliorativi dove se ne ravvisi il bisogno.

 

COLMATA E CAMPAGNE

I cittadini di queste aree hanno l’esigenza di essere considerati tali.

Colmata e le campagne sono oggetto di problemi di natura ambientale a causa della presenza della discarica, a cui è legato il mancato riconoscimento di Colmata quale centro abitato ai sensi del Codice della Strada.

 

·         Installare ulteriori centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria;

·         Riconoscere Colmata come centro abitato ai fini urbanistici;

·         Ripristinare il ponte delle Terre Rosse;

·         Rivedere il progetto APEA, mai decollato a causa dell’incertezza nel calcolo della tariffa onnicomprensiva, impossibile senza conoscere il numero di aziende coinvolte ed impedire che vi si stanzino imprese che eseguono produzioni inquinanti;

·         Analizzare il progetto già redatto per il rifacimento del Ponte di Ferro, allo scopo di ridurne i costi elevatissimi, e riuscire effettivamente a metterlo in cantiere;

·         Dotare di collegamento con fibra ottica l’area del PIP di Montegemoli, fornendo alle piccole e medie imprese presenti uno dei servizi necessari per lo svolgimento di un’attività d’impresa.

 

COTONE E POGGETTO

Nella borgata Poggetto Cotone le criticità principali riguardano gli aspetti dell'integrazione sociale e della sicurezza, oltre ad una miglior qualità dei servizi, come i trasporti pubblici, accorgimenti per facilitare la vita del quartiere e un sostegno all’attività svolta dal Tavolo di Quartiere.

 

·         Supportare il Tavolo di Quartiere che, attraverso il lavoro dei volontari, svolge le importantissime attività di doposcuola e integrazione linguistica dei bambini e delle donne, crea importanti eventi di socializzazione e condivisione per tutti gli abitanti della borgata.

·         Intervenire per migliorare la sicurezza delle aree più degradate, attraverso l’istallazione di un sistema di videosorveglianza, collegato al controllo della polizia municipale;

·         Intervenire nella manutenzione del parco del Poggetto;

·         Realizzare un’area di sgambamento per cani;

·         Migliorare la segnaletica stradale orizzontale;

·         Avviare uno studio per la realizzazione di un collegamento ciclo-pedonale tra il Cotone e il centro, evitando che i pedoni percorrano Viale Unità d’Italia.

 

VIA ROMA E DINTORNI

Questa sarebbe un’area del centro cittadino, ma a causa di scelte urbanistiche errate è diventata una zona da recuperare dal punto di vista del degrado e della sicurezza, in quanto la realizzazione di nuove abitazioni in aree residenziali ha generato il suo progressivo abbandono.

 

·         Migliorare l’illuminazione pubblica delle aree interessate;

·         Valorizzare i parchi pubblici presenti rendendoli vivibili;

·         Incrementare il livello di sicurezza pubblica, attraverso maggiori controlli da parte della polizia municipale e attraverso l’utilizzo del sistema di videosorveglianza;

·         Migliorare il decoro su tutta l’area;

·         Incoraggiare l’organizzazione di eventi che contribuiscano a rivitalizzare la zona.

 

 

AMBIENTE

 

Il Movimento ha da sempre un’attenzione particolare per l’Ambiente, tanto da dedicargli una delle sue stelle, e per la qualità della nostra vita, dei nostri territori e delle nostre città, troppe volte portate al collasso da inquinamento e rifiuti.

Piombino rappresenta un territorio ricco di problematiche ambientali:

è un SIN (sito d’ interesse nazionale) con un’area contaminata molto estesa, classificata dallo Stato Italiano come pericolosa, che necessita di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee, al fine di evitare danni ambientali e sanitari.

Il Movimento 5 Stelle Piombino è sempre stato in prima linea contro tutto ciò che può comportare rischio per la salute dei cittadini perché è inaccettabile che nel 2019 sia ancora possibile ammalarsi a causa dell’inquinamento.

Sicuramente l’inquinamento richiama l’attenzione della popolazione, ma parlare di Ambiente significa anche saper affrontare i temi del consumo consapevole, della tutela del territorio, del mare, degli animali e della risorsa idrica.

 

 

OBIETTIVI

 

Il nostro programma comprenderà azioni volte a rendere questo territorio sicuro dando priorità alle bonifiche, all’installazione degli strumenti di controllo delle sostanze inquinanti, alla tutela della nostra acqua pubblica come risorsa vitale, all’implementazione del sistema di raccolta differenziata porta a porta per ridurre al minimo l’accumulo dei rifiuti nelle discariche.

 

 

RIFIUTI

Il nostro obiettivo è ed è sempre stato “Rifiuti Zero”.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato a livello locale, nazionale ed europeo proposte per incentivare l’economia circolare ed il raggiungimento di tale obbiettivo; ma per arrivare ad un traguardo di tale importanza occorre, per prima cosa, mettere in atto strategie per ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti ed iniziare a considerare il rifiuto come una risorsa da poter riutilizzare.

Dobbiamo spingere verso una nuova consapevolezza, quella di una scelta più critica dei beni di consumo più sostenibili, dobbiamo coinvolgere, informare e formare cittadini, enti pubblici e imprese affinché si capisca che tutto questo è davvero possibile ed attuabile.

L’attuale gestore dei rifiuti, Sei Toscana, ha sciaguratamente ridotto la capacità delle comunità locali di poter incidere nelle sue scelte, rendendo meno immediata la collaborazione dei cittadini alla riuscita del percorso verso “Rifiuti Zero”. Senza un’alleanza fattiva con la popolazione, qualsiasi ipotesi di revisione virtuosa del processo è destinata a fallire; tanto più se il gestore ha interesse ad alimentare inceneritori.

Ci impegniamo a sollecitare una revisione della divisione in macro aree e valuteremo l’ipotesi di una fuoriuscita da ATO Sud.

 

AZIONI

 

Il nostro programma si baserà sulla regola delle 3 R:

1.   Ridurre

2.   Riciclare

3.   Riutilizzare

 

1. RIDURRE: per produrre meno rifiuti la prima cosa da fare è consumare meno.

 

·         Sensibilizzare al consumo consapevole promuovendo e incentivando l’acquisto di prodotti e/o alimenti non confezionati, poiché gli imballaggi costituiscono il 30/40 % del peso totale dei rifiuti, evitando così di doverli smaltire in discarica;

·         Implementazione del Vuoto a Rendere;

Come gruppo di opposizione, abbiamo presentato in Consiglio comunale una mozione per istituire il “Vuoto a Rendere “, mozione approvata ma alla quale non è stato dato un seguito.  Obiettivo della nostra amministrazione sarà quello di mettere in atto forme di incentivi economici, come la riduzione della tariffa Ta.ri. per esercenti, produttori e distributori che aderiscano alla sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare.

·         Attuazione della “Plastic Free Challenge “;

La nostra mozione di adesione alla campagna nazionale “Plastic Free Challenge” è stata approvata in Consiglio Comunale all’unanimità. In continuità con questa visione ci poniamo come obiettivo di vietare l’utilizzo della plastica usa e getta in tutto il territorio comunale, coinvolgendo enti pubblici, associazioni, imprese e cittadini al fine di eliminare l’utilizzo di bottiglie di plastica, stoviglie di plastica, borse di plastica, ecc. e sostituirle con materiale riciclabile e riutilizzabile;

·         Promuovere l’utilizzo dell’acqua del rubinetto e/o installare nuove case dell’acqua nel territorio comunale perseguendo il nostro obiettivo di un’acqua pubblica sicura e di qualità;

·         Diffusione del compostaggio domestico.

 

2. RICICLARE: i materiali di cui sono costituiti i vari rifiuti possono essere recuperati, per creare nuovi prodotti di consumo riciclati, evitando di sprecare ulteriori risorse naturali per realizzarne di nuovi e riducendo la quantità complessiva di rifiuti destinati alle discariche o agli inceneritori, che andranno ad avvelenarci e saranno persi per sempre.

 

Attualmente il nostro Comune riesce a differenziare soltanto il 33,73 % dei rifiuti conferendo in discarica tutto il resto, una percentuale davvero bassa a confronto con quanto stabilito dalla normativa vigente del Testo Unico Ambientale che fissa la percentuale minima al 65/70 %. Questo comporta, come ben sappiamo, un danno ambientale, in quanto produciamo una quantità altissima di rifiuto indifferenziato che va stoccato in discarica, ma anche un danno economico dato dal pagamento dell’Ecotassa a causa del mancato raggiungimento degli standard di differenziazione stabiliti per legge, danno che, ricordiamo, va ad aumentare direttamente la tariffa a carico dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle Piombino, per risolvere tali problemi propone l’introduzione della “Raccolta Differenziata Porta a Porta spinto”, come unico sistema efficace in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%.

 

 

Questo sistema si compone di vari punti:

 

·         Differenziazione dei rifiuti in 4 categorie: organico/umido, carta, vetro, plastica e alluminio;

·         Campagna informativa coinvolgendo le associazioni e i quartieri per informare e formare i cittadini sulla Raccolta Differenziata, con l’obbiettivo di sensibilizzarli verso una nuova coscienza del rifiuto e aiutarli a capire come attuarla correttamente;

·         Ritiro a domicilio delle 4 categorie di rifiuti in base ad un calendario periodico prestabilito;

·         Dotazione di sacchetti e/o contenitori per la raccolta, dotati di un sistema di riconoscimento dell’utente per incentivare il rispetto delle regole così da:

Ø premiare i cittadini virtuosi attraverso la “Tariffa Puntuale”, maggiore è la parte differenziata, minore sarà la tariffa applicata all’utente;

Ø controllare l’operato dei cittadini che non differenziano correttamente, attraverso richiami a svolgere meglio tale attività, non ritiro dei contenitori, possibilità di multare gli stessi per la prolungata inadempienza;

·         Adattare il servizio di raccolta in base alla conformazione del territorio (quartieri e periferie) e alle esigenze dei cittadini, scegliendo quali dotazioni fornire, se effettuare ad esempio la raccolta diurna o notturna;

·         Conseguente eliminazione dalle strade degli attuali cassonetti con un netto miglioramento dell’arredo e decoro urbano;

·         Possibilità di utilizzare mezzi di raccolta molto più piccoli dei camion compattatori (CMPL) con meno disagi per la viabilità cittadina e meno inquinamento e con la possibilità di utilizzo di veicoli elettrici in un prossimo futuro;

·         Una corretta gestione e attuazione della Raccolta Differenziata porterà, nei tempi stabiliti, ad una diminuzione della tariffazione TARI attraverso l’abbattimento dei costi di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti in discarica;

·         Incentivare la raccolta differenziata di piccoli elettrodomestici, legno, medicinali scaduti, oli esausti ecc. attraverso la creazione/ripristino di isole ecologiche mobili nella cerchia urbana, anche itineranti, così da facilitare tutti quei cittadini che non possono raggiungere le attuali strutture esistenti nel nostro territorio, site in Loc. Fiorentina e nella frazione di Riotorto. Inoltre tali strutture possono essere migliorate sia dal punto estetico, che organizzativo.

 

3. RIUTILIZZARE:

 

·         Creazione di Centri di Riuso accanto alle isole ecologiche che permettano di intercettare tutto ciò che può essere riutilizzato dai cittadini prima che l’oggetto diventi a tutti gli effetti rifiuto.

 

 

DISCARICA

 

La vicenda dell’ampliamento della discarica di Ischia di Crociano ha origine da una situazione economica disastrosa di Asiu, l’azienda municipalizzata del comune di Piombino che per anni ha gestito lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti solidi urbani e la sua partecipata Tap Spa. Nel corso del tempo la situazione economica e patrimoniale della società ha visto crescere sempre di più l’indebitamento, fino ad un livello vicino al default; è evidente che per ripianare questo disastro economico ed impiantistico si è scelto la via più facile: fare profitti con i rifiuti speciali che arrivano da tutta Italia (dal mercato), facendo della zona di Ischia di Crociano un’enorme discarica.

 

AZIONI

 

·         Rimateria deve tornare a operare per gli obiettivi originari per cui era nata: garanzia dell’applicazione delle prescrizioni e normative nella gestione della discarica autorizzata, sulla quale devono essere effettuati carotaggi ed analisi ed estesa la rete di monitoraggio delle emissioni. Deve inoltre trattare e riciclare le scorie da bonifica e quelle dell’eventuale futura attività industriale locale, al fine di reimmettere nel ciclo della materia tali risorse;

·         Metteremo in campo tutti gli strumenti, sia legali che politici, volti a riportare la società Rimateria alla sua proprietà pubblica, quale unica garanzia per decidere le scelte commerciali della stessa;

·         Metteremo in campo tutti gli strumenti, sia legali che politici, affinché sia definitivamente abbandonata l’ipotesi della nuova discarica sull’area LI53 di cui deve essere comunque garantita la messa in sicurezza permanente, come da autorizzazione ministeriale;

·         Riconoscere urbanisticamente Colmata come centro abitato partendo dal presupposto che lo è “di fatto “ in base alla definizione che ne dà il codice della strada;

·         Attivare una commissione d’inchiesta sulla nascita del debito Asiu.

 

 

BONIFICHE

 

Senza affrontare preliminarmente il nodo della bonifica delle aree industriali, oggi largamente dismesse e contaminate, nessun credibile programma di riconversione produttiva potrà mai decollare a Piombino e nella Val di Cornia, pertanto partiamo dal SIN.

Il SIN di Piombino è stato istituito nel 2000, ai sensi della legge 426/1998 e si estende su una superficie terrestre di circa 930 ettari, di cui 580 appartenenti al demanio statale (62%), 321 di proprietà privata (35%) e 29 di proprietà del Comune di Piombino (3%). Fanno parte del SIN anche i 2000 ettari dello specchio di mare antistante alle industrie e il bacino portuale, anch’essi indiziati di contaminazione dalle attività industriali.

Tra mare e terra il SIN si estende dunque per circa 2930 ettari, di cui l’89% appartenenti allo Stato. La maggior parte dei cumuli presenti su quest’area sono scorie di lavorazione industriale siderurgica, adatte tuttavia al riciclo per la creazione di un materiale misto cementizio, mentre la restante parte è rappresentata dal PAF (particolato di altoforno), non utile al recupero.  All’interno delle aree di competenza privata, data la comprovata presenza di amianto, è necessario indirizzare la proprietà verso una precoce demolizione degli impianti più pericolosi per la salute di lavoratori e cittadini.

 

AZIONI

 

·         Inserire negli accordi di programma risorse, scadenze e interventi esigibili, andando a condizionare anche le opere infrastrutturali, prevedendo l’uso di “materie prime seconde” provenienti dal riciclaggio dei materiali derivanti da bonifiche o dai locali processi industriali;

·         Attivare fin da subito la progettazione e la messa in opera delle opere di bonifica per le quali le risorse sono già state accantonate, in particolare Città Futura e Poggio ai Venti, ponendo fine all’incredibile rimpallo che ha visto coinvolti in successione ASIU, Rimateria, Autorità Portuale, Invitalia;

·         Progettare, sulla base delle esigenze unitarie del territorio, le infrastrutture viarie e ferroviarie, l’area portuale e retro portuale, le destinazioni d’uso delle aree da bonificare in modo da poter definire il tipo d’intervento richiesto e avviare una reale ricerca di soggetti e risorse;

·         Attuazione della VIS, Valutazione di Incidenza Sanitaria, che affianca la Valutazione d’impatto Ambientale (VIA), con l’obiettivo di integrare gli effetti sulla salute nelle attività di valutazione di un’opera sul territorio e guardare agli impatti sulla salute secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS). La salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’assenza della malattia o di un’infermità. Come la VIA, la VIS dovrà considerare l’insieme degli effetti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione dell’opera può indurre sulla salute di una popolazione e analizzare i fattori ambientali con esplicito riferimento alla tutela della popolazione e salute umana;

·         Estendere gli strumenti di controllo e d’intervento concreto a tutta la cittadinanza attiva.

 

 

ACQUA

 

L'acqua è un bene indispensabile alla vita. Non è infinita e va tutelata, garantendone la qualità, il corretto consumo, la depurazione, il reintegro della risorsa utilizzata. Ciò non può avvenire se l'acqua viene considerata una merce da cui trarre profitto: la sua gestione deve essere completamente pubblica, attraverso Società di diritto pubblico che coinvolgano le comunità locali nel controllo e nell'indirizzo delle politiche di gestione. Sosterremo in tutte le sedi questo obiettivo, sia nelle sedi istituzionali che societarie, fino a farsi promotori di percorsi di informazione e formazione per un utilizzo consapevole dell'acqua da parte dei cittadini e delle imprese.

Quello dell'acqua è un problema antico e irrisolto, che riemerge solo nel momento in cui viene a mancare. Non è passato troppo tempo dall'estate del 2017, eppure nessuno sembra più ricordare la gravità di quella siccità, che spinse i Sindaci della Val di Cornia a chiedere alla Regione di dichiarare lo stato di emergenza idrica, pur conoscendo tutti i problemi sociali ed economici che tale scelta avrebbe comportato.

Nonostante la questione sia nota da decenni, non si esclude la previsione di nuovi insediamenti, senza preoccuparsi troppo di capire se siamo o meno nelle condizioni di sostenere nuovi incrementi del consumo di acqua.

Occorre dunque disporre di un nuovo bilancio idrico che, valutando il regime delle piogge, i consumi industriali, potabili, agricoli e la fornitura all’Elba, conforti ragionevolmente ogni modello di sviluppo possibile, nell'ottica di salvaguardare il primario, irrinunciabile, bisogno di acqua potabile.

Un obiettivo che apre ad una seconda questione: quella della qualità dell'acqua. Operazioni approssimate di smaltimento dei rifiuti e gli eccessivi prelievi, concentrati in aree ristrette e non distanti dalla linea di costa, hanno impoverito la risorsa idrica disponibile, che si presenta inquinata da sostanze di ogni tipo e dalle acque marine, che si sono infiltrate nei serbatoi naturali di acqua dolce.

Un indicatore della presenza delle acque marine nelle acque dolci è la concentrazione dei cloruri, che limita fortemente l'uso potabile, quando supera il valore di 200 mg/litro.

 

Già nel 1993 questo limite era stato ampiamente superato nell'entroterra di tutta la Costa Est toccando punte di 5.000 mg/l e si era già propagato fino a lambire la ferrovia in prossimità della stazione di Campiglia Marittima e fino ad oltrepassare la Statale Aurelia, avvicinandosi pericolosamente ai campi Pozzi di Casalpiano.

Sarà un impegno del Movimento 5 Stelle quello di pretendere un aggiornamento della situazione e di valutare tutte le iniziative possibili per assicurare l'integrità delle riserve idriche potabili della val di Cornia. In questo contesto sarà nostro compito ritagliarsi un ruolo nel dibattito, incredibilmente trascurato dai Sindaci della Val di Cornia, sulla possibilità di realizzare un dissalatore all'Elba, per miscelare le acque disponibili localmente e garantirne un'adeguata qualità; eventualmente integrando tale opera con piccoli interventi di ingegneria ambientale, dai piccoli invasi a forme di recupero idrico, e ripristino di reti ormai spesso fatiscenti.

Questo consentirebbe di eliminare l'attuale fornitura di acqua dolce a vantaggio della sicurezza della residua risorsa idrica di cui continuiamo a disporre.

A questo proposito si dovrà conoscere i quantitativi inviati e quelli che effettivamente arrivano sull'Isola per portare, in quel dibattito, ulteriori elementi conoscitivi che riteniamo indispensabili per una visione complessiva del problema.

 

AZIONI

 

Intervenire a tutela della risorsa idrica operando su vari aspetti:

 

·         Dotarsi di un’accurata analisi sul bilancio idrico nel nostro bacino, riferito almeno agli ultimi cinque anni, che valuti l'andamento e l'influenza delle scelte operate sullo stato della risorsa idrica, a partire dalla misurazione delle acque consumate dalle concessioni forfettarie, spesso prive di contatori appositi, che sia in grado di monitorare l’avanzamento del cuneo salino;

·         Estendere in Val di Cornia gli interventi messi in atto da ASA in collaborazione con Università e Consorzio Bonifica che riguardano l’alimentazione della falda e il risparmio idrico nel campo delle produzioni agricole. Riteniamo tali interventi timidi e non decisivi e ne promuoveremo una forte estensione;

·         Sostenere, incoraggiare e facilitare tutte quelle iniziative finalizzate al riuso delle acque a ciclo chiuso, alla depurazione delle acque reflue e al recupero dell'acqua piovana perché è necessario comprendere che per molti utilizzi non è necessaria l'acqua potabile e di qualità. Per le utenze di competenza pubblica sarà nostro obiettivo realizzarlo, nei confronti delle utenze private, ne faciliteremo l’adozione;

·         Utilizzeremo le “professionalità” disseminate nel territorio, coinvolgendo la cittadinanza nella tutela della risorsa. Spesso un agricoltore è in grado di avere la reale percezione sulle criticità nella distribuzione e nella qualità dell’acqua erogata, in modo tempestivo e talvolta più efficace rispetto ad onerose reti di monitoraggio;

·         Rendere partecipe il cittadino nella tutela dell'acqua anche attraverso canali di comunicazione semplificati, attraverso i quali segnalare perdite, guasti, anomalie e dai quali avere un riscontro della segnalazione fatta;

 

 

 

·         Intervenire presso il gestore e le autorità competenti, per rafforzare le misure di ordine tariffario volte a premiare i consumi virtuosi e penalizzare lo spreco, oltre a promuovere le svariate forme di risparmio idrico facilmente attuabili individualmente;

·         Attivarsi affinché venga garantito il minimo vitale anche in caso di controversia fra gestore e utente. Nessuno può essere privato dell'acqua;

·         Intervenire presso il gestore per definire un piano d’interventi per la progressiva sostituzione delle tubature in cemento amianto presenti su tutto il territorio di Piombino, attraverso anche una programmazione coordinata con i cantieri stradali e i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria;

·         Sollecitare fortemente interventi sulle condizioni della rete, sulle metodologie di potabilizzazione e sulla trasparenza dei dati fisico-chimici che vorremmo fossero riportati in bolletta. Il nostro obiettivo è far arrivare ad ogni utenza acqua di qualità, che sia un'efficace alternativa all'acqua in bottiglia. Questo è un obiettivo di medio-lungo periodo, su cui dovremo trovare sinergia fra i vari comuni del nostro ambito territoriale;

·         Promuovere la realizzazione di nuove case dell'acqua. Seppur introdotte tardivamente nel nostro Comune, sono un'esperienza che valutiamo positivamente e vanno affiancate con distributori di analoga qualità presso gli ambienti pubblici particolarmente frequentati, quali ospedali, scuole, centri civici.

 

 

ARPAT

 

AZIONI

 

·         Aumentare i controlli sull’inquinamento dell’aria attraverso l’installazione di almeno 2 centraline di monitoraggio situate nelle vicinanze della discarica Ischia di Crociano e in altri luoghi strategici per la rilevazione costante di sostanze inquinanti come H2S    (Idrogeno solforato) presente in alte concentrazioni nelle vicinanze delle discariche e altamente tossica, PM 10 e PM 2,5 e altre;

·         Verificare l’operato di Arpat, in termini di efficienza e comunicazione;

·         Vigilare sul distacco della politica dalle nomine di dirigenti e amministratori.

 

 

TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

 

1. Erosione golfo di Baratti e Costa Est

I progetti messi in campo per contenere l'erosione della spiaggia di Baratti sono risultati  inconcludenti e le responsabilità sono da attribuirsi alla Provincia e alla Regione. Nel 2003-2004, la Provincia anticipò le linee guida di un intervento definito innovativo e all'avanguardia. Il progetto definitivo fu approvato nel 2007, ma quello esecutivo non ha mai visto la luce e nel 2015 la Regione chiese di spiegare i ritardi. Nello stesso anno una ricerca del geologo Carlo Pistolesi, pubblicata sulla rivista dei Geologi Toscani sulle dinamiche costiere del Golfo, rimetteva in discussione le ipotesi su cui si fonda il progetto della Provincia. A differenza di quest'ultimo, questa ricerca si basava su prove documentate e su osservazioni dirette. Clamorosamente sovradimensionata poi apparve la quantificazione del ripascimento della spiaggia che prevedeva di stendere sabbia per un volume triplo rispetto a quello dell'attuale.

Fallimentare fu la posa in opera dei sacconi, decisa per sopperire alle urgenze e alla mancanza del progetto esecutivo e, come al solito, venduta come un intervento risolutivo e all'avanguardia. Poi, dopo la loro rottura, si parlò di intervento sperimentale.

Nonostante l'impegno di spesa elevato, l'area archeologica e la chiesa di San Cerbone oggi, come allora, non hanno alcuna protezione rispetto alle mareggiate ed alla fine dell'estate del 2018 il muro perimetrale della Chiesa si è lesionato.

Il Movimento 5 Stelle, visti i tempi lunghi, aveva proposto un semplice e minimale intervento su indicazione del geologo Carlo Pistolesi, per verificare la direzione della corrente prevalente sotto costa ma la Giunta ha ignorato tale suggerimento.

 

Il problema dell’erosione coinvolge anche la costa est, che necessita anch’essa di uno studio approfondito e di interventi di protezione dell’arenile e della duna retrostante.

Tutti i lavori effettuati fino ad ora consistevano in interventi d’ingegneria ambientale realizzati a terra che hanno causato ingenti costi ma scarsissimi risultati.

 

AZIONI

 

·         Rivedere e se necessario bloccare, il progetto della Regione avente per oggetto il contrasto all’erosione del Golfo di Baratti in quanto basato sullo studio errato delle correnti marine;

·         Avviare per entrambe le coste un nuovo percorso di studio con enti competenti e professionisti, quali ingegneri, geologi e biologi marini nell’ottica di andare verso la realizzazione di interventi a mare (es. barriere soffolte, re-impiantamento della posidonia) invece di effettuare solo interventi a terra che si sono dimostrati inutili;

·         Revisionare la dislocazione delle attuali strutture a servizio degli stabilimenti balneari dalle aree antistanti la duna a quelle retrostanti, al fine di proteggere le stesse dall’azione delle mareggiate e preservare la duna dagli effetti della presenza antropica.

·          

2. Tenuta costa urbana

La nostra costa è mal urbanizzata, e fino ad ora non è stata prevista una fascia di rispetto fra le scogliere e gli edifici, mentre invece è importante rendere le spiagge urbane accessibili e sicure cosicché possano diventare un’attrattiva per il turismo balneare in alternativa ai litorali extraurbani.

 

AZIONI

 

·         Metteremo in atto una campagna di monitoraggio della costa urbana al fine di individuare le zone soggette a frana ed elaborare tempestivamente progetti di consolidamento;

·         Ci attiveremo affinché i fondi stanziati dal “Proteggi Italia” possano essere intercettati ed utilizzati per la messa in sicurezza delle nostre coste.

 

 

3. Criticità igienico-sanitarie sul territorio

Nel nostro territorio insistono realtà di precarie condizioni igienico sanitarie dove risultano presenti aree di fatto urbanizzate ma sprovviste di allacciamento alla conduttura fognaria principale. Queste aree sono agricole e tali devono rimanere, come previsto dalla legge regionale n. 65/2015, ma resta urgente la necessità di evitare che la situazione di degrado attualmente esistente permanga o addirittura dilaghi ulteriormente.

 

AZIONI

 

·         Modificare i regolamenti comunali adeguandoli a quelli dei comuni limitrofi in modo che sia consentito avere i servizi igienici negli annessi agricoli, contestualmente all’adozione di apposite recinzioni che non ostacolino il campo visivo dall’esterno;

·         Attivare ingenti controlli al fine di rimuovere le situazioni di abusivismo.

 

 

4. Operazione mare pulito

Il mare rappresenta una delle nostre ricchezze più grandi e come tale, necessità di essere tutelato e preservato.

 

AZIONI

 

·         Verificare lo stato dei depuratori presenti nel territorio comunale e del loro sistema di scarico dei liquami trattati, sia relativamente agli impianti di smaltimento nei fossi sia per quelli che avvengono tramite le condotte sottomarine;

·         Valutare accuratamente l’impatto ambientale dei complessi stessi per gli effetti sull’ecosistema e sulla balneazione in costa;

·         Contrastare gli scarichi abusivi, anche attraverso il controllo di zone sensibili (Salivoli, Canaletto, Macelli).

 

 

5. Deterrenti contro la pesca a strascico illegale

 

AZIONI

 

·         Attivarsi con gli organi preposti per valutare l’installazione di deterrenti, come i dissuasori posti nell’area marina protetta delle isole Egadi, volti a inibire la pesca a strascico illegale sotto costa. Il posizionamento di questi strumenti è risultato idoneo non solo per ridurre tale tipologia di pesca sotto costa dell’85% ma anche per tutelare la fauna ittica e preservare la Posidonia Oceanica, presente anche nel nostro arcipelago.

 

 

PARCO DELLA VITA

 

Per ogni lieta ricorrenza, ogni cittadino potrà piantare un albero con targa commemorativa. Sarà il luogo dell’identità e del legame tra le generazioni e il territorio, tra i residenti e coloro che sono emigrati.

 

AZIONI

 

·         Affidare ad un'associazione ambientalista la gestione del Parco della Vita, di proprietà comunale, che oltre a promuovere il verde e il miglioramento del decoro urbano, potrebbe con il tempo diventare un’ulteriore attrattiva turistica.

 

 

 

TUTELA DEGLI ANIMALI

 

Il livello di civiltà di un comune traspare anche da come sono trattati gli animali che ci vivono, anche e soprattutto perché la tutela dei diritti degli animali è funzionale al rispetto verso tutti gli esseri viventi, specialmente quelli più deboli. 

Il nostro comune si è dotato sin dal 2009 di un Regolamento per la tutela degli animali e il sindaco esercita la tutela di tutte le specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale.

Inoltre, tra i compiti delle amministrazioni comunali, in coordinamento con le altre forze dell’ordine presenti sul territorio, vi è la vigilanza sul rispetto della legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali e l’attuazione delle disposizioni previste, anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti.

La sensibilità dei cittadini piombinesi verso gli animali è molto alta, anche grazie alla presenza di numerose associazioni di protezione degli animali, che svolgono un ruolo preziosissimo di monitoraggio e risoluzione di problemi attraverso la loro rete di contatti in tutta Italia.

 

 

AZIONI

 

Lotta ai maltrattamenti e al randagismo:

·         perseguire con la massima severità qualsiasi tipo di maltrattamento e malgoverno degli animali, anche attraverso la creazione di una task-force di vigili urbani e volontari/e per la prevenzione e gestione dei maltrattamenti animali;

·         valorizzare l'Ufficio Tutela Animali del Comune, depotenziato e progressivamente ridotto nel personale e negli orari, e istituire una Sala Operativa di pronto intervento, formata dal personale della Polizia Municipale, specializzato in normative di tutela degli animali;

·         proseguire e incentivare le campagne di promozione delle adozioni responsabili da parte di privati cittadini per gli animali presenti nelle strutture e/o randagi. Promuovere anche campagne di affidamento per i cani “potenzialmente” pericolosi, con specifici corsi dedicati a chi è intenzionato ad adottarli;

·         potenziare e aggiornare continuamente il sito internet dedicato alle adozioni.

 

Aree attrezzate per cani e canile:

·           potenziare le aree attrezzate per la sgambatura dei cani di proprietà e predisposizione di un progetto pilota per la gestione di tali aree, in modo da creare le condizioni affinché siano realmente fruibili in sicurezza da tutti i proprietari di cani e possano essere mantenute pulite e sorvegliate. In alternativa suddividere le aree di sgambatura in modo che siano utilizzate in sicurezza sia dai cani di piccola taglia, sia da quelli di taglia medio/grande;

·           valutare la necessità di nuove aree per cani e manutenzione ordinaria di quelle esistenti;

·           creazione di un’area di sgambamento a Riotorto ed una al Poggetto, attualmente totalmente sprovvisti di zone dedicate, individuando il luogo attraverso il confronto con le associazioni animaliste e il quartiere;

·           prevedere corsi di formazione per i volontari o aspiranti volontari dei canili pubblici, per far loro acquisire le competenze necessarie alla gestione dei cani e delle varie situazioni che si presentano nei canili;

·           proseguire la progettazione e il finanziamento del Canile Sanitario, ad integrazione del nuovo canile minimo inaugurato di recente presso Montegemoli, contribuendo al miglioramento delle problematiche incontrate dal soggetto gestore, che attualmente deve dividersi su due strutture geograficamente molto distanti tra di loro;

·           valutare nei pressi del canile minimo la realizzazione di un cimitero per animali, attualmente assente nel nostro comune.

 

Collaborazione e Associazionismo:

·         creazione di una Consulta delle Associazioni Animaliste del comune di Piombino, al fine di favorire la collaborazione tra le molte realtà di volontariato presenti e tra associazioni e comune;

·         attraverso i suggerimenti e le proposte che emergeranno dalla Consulta, integrare la gestione del canile e delle colonie feline da parte dell'ente gestore, attraverso l'aiuto e la collaborazione delle altre associazioni che con i propri volontari intendano mettersi a disposizione. Predisposizione di un'assicurazione da parte dei volontari per tutte le problematiche e/o eventuali danni e infortuni che possano verificarsi nell'espletamento delle attività ludiche e di svago da compiere con e per gli animali ospiti delle strutture. L’ente gestore della struttura canile municipale resterà comunque soltanto uno, tuttavia potrà avvalersi dell’apporto volontario delle altre associazioni.

 

Decoro e sensibilizzazione:

·         effettuare controlli più stretti e campagne educative sul rispetto delle regole di igiene relative agli animali negli ambienti pubblici (escrementi lasciati per strada), in quanto i proprietari maleducati generano intolleranza da parte dei cittadini e dei commercianti;

·         prevedere menu vegani e vegetariani nelle mense comunali;

·         promuovere progetti didattici nelle scuole sulla tutela e sul rispetto degli animali in collaborazione con le associazioni animaliste;

·         creare una guida-cartina per i turisti in distribuzione gratuita presso l'ufficio turistico comunale con i locali veg/animal friendly, aree cani e strutture ricettive che aderiscono a politiche di minor impatto ambientale.

 

Colonie feline:

·         avviare un percorso per individuare una nuova area adibita a colonia felina per i moltissimi gatti presenti nella colonia di Poggio ai Venti, in modo da essere pronti a far fronte allo spostamento degli animali in un luogo adatto al momento in cui inizieranno i lavori per la bonifica delle vecchie discariche;

·         effettuare campagne informative riguardanti la realtà delle colonie feline, gestite grazie alla passione, alla costanza e alla dedizione da parte della figura del “gattaro/a”. Lo scopo è d’incentivare non solo le adozioni, ma anche il volontariato stesso;

·         intraprendere un dialogo con l’Asl per capire come poter aumentare il numero di sterilizzazioni all’anno delle gatte, in modo da poter capire quali sono i margini di intervento e come può il comune contribuire a migliorare questo importante servizio.

 

Animali selvatici, circhi:

·         rivedere e modificare il Regolamento Comunale per la Tutela dei Diritti degli Animali, introducendo il divieto di spettacoli ed intrattenimenti con l'utilizzo di animali, vietando anche l'uso di animali come vincita o premio. Il Tar della Toscana ha rigettato, con una sentenza del 5 febbraio 2019, il ricorso di un circo contro la delibera del Comune di Lucca, datata 21 febbraio 2017, che vietava l’utilizzo di animali nei circhi. Con questo precedente importantissimo, si apre la strada all'introduzione del divieto di attendamento per i circhi con animali e finalmente si privilegia l’antica arte circense fatta di svago, abilità e arte, rispettando invece gli animali e le loro propensioni naturali;

·         creare, all'interno dei parchi e giardini pubblici, aree riservate ai colombi (le cosiddette "colombaie") per la cura e la somministrazione di mangime antifecondativo al fine di contenerne il numero;

·         predisporre un piano di intervento per il disfacimento dei nidi dei gabbiani nel periodo dell’accoppiamento, per cercare di tenere sotto controllo l’eccessiva presenza dei volatili in città;

·         potenziare i controlli e le sanzioni per chi somministra cibo a gabbiani e volatili, incentivandone la nidificazione in città;

·         tutelare tutte le specie di fauna selvatica presenti nel territorio comunale per effetto del cosiddetto “urban sprawl” o “crescita urbana” e prevedere un contributo annuale da erogare a favore delle associazioni che, tramite i propri volontari, si occupano del recupero e della gestione degli animali selvatici, talvolta anche avvalendosi del centro LIPU di Livorno, con conseguenti spese di trasporto a carico dei volontari stessi;

·         definizione di precise misure atte a sfavorire la detenzione a qualsiasi titolo di animali selvatici ed esotici in strutture fisse (vedi zoo, bioparchi) o temporanee.

 

 

PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA e DIGITALIZZAZIONE

 

Il MoVimento 5 Stelle nasce proprio dall’esigenza di partecipazione alla vita politica dei propri territori e dalla necessità di introdurre, attraverso una rivoluzione culturale graduale, degli strumenti che permettano una sempre maggiore democrazia diretta da parte dei cittadini.

Nell’esperienza di questi 5 anni in Consiglio Comunale ci siamo scontrati molte volte con la tendenza opposta, ovvero cercare di limitare al minimo indispensabile il coinvolgimento di cittadini e associazioni nelle decisioni di chi governa.

Abbiamo tentato di apportare, a piccoli passi, elementi di apertura per rendere più funzionali e partecipati i consigli comunali stessi, e la commissione pari opportunità, che avrebbe tematiche fondamentali da far veicolare, ma che rimane di fatto chiusa nella sua autoreferenzialità. Abbiamo tentato di introdurre una commissione apposita, presente in quasi tutti i comuni e prevista dal TUEL, la cosiddetta Commissione controllo e garanzia, senza però riuscire a farla approvare dalla maggioranza.

In ultimo, ci siamo scontrati, insieme a tutti i cittadini, con la difficoltà di indire un referendum sull’ampliamento della discarica e sulla privatizzazione di Rimateria, laddove la maggioranza non era favorevole a sottoporre i quesiti al giudizio dei piombinesi.

E’ nostra intenzione, quindi, rendere più facile la partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano e migliorare la democrazia diretta del nostro comune.

 

 

OBIETTIVI

 

Incrementare la partecipazione dei cittadini, dei quartieri e delle associazioni, soprattutto nella fase di programmazione delle scelte, non limitandosi alla presentazione delle decisioni già prese e calate dall’alto da parte di chi amministra il territorio.

Lavorare per rendere maggiormente utilizzabili gli strumenti di democrazia diretta.

Attivarsi affinché l’amministrazione comunale diventi promotrice e coordinatrice di una sempre maggiore collaborazione tra associazioni, comitati e cittadini, al fine di unire le forze e limitare le divisioni e le frammentazioni d’intenti tra soggetti che operano negli stessi settori.

 

 

AZIONI

 

·         Mantenere l’ufficio del Giudice di Pace, poiché la chiusura comporterebbe un grave danno per tutta la Val di Cornia, con il conseguente obbligo per le esigenze di ogni singolo cittadino (impugnazione di una multa e/o testimonianza) di recarsi a Livorno. Si tratta di un servizio indispensabile per la comunità;

·         Istituire una V Commissione Consiliare permanente, denominata Commissione Controllo e Garanzia. Questa commissione, prevista dal TUEL e attiva nella maggior parte dei comuni ha competenza per tutto ciò che riguarda le partecipate, i regolamenti e gli statuti. Rappresenta un importante strumento di controllo da parte delle opposizioni elette in consiglio comunale, ad esse spettano sia la presidenza che la vice presidenza;

·         Estendere la trasmissione streaming anche alle riunioni delle commissioni consiliari;

·         Rivedere il funzionamento della Commissione per le Pari Opportunità, al fine di ampliarne la composizione e le tematiche affrontate, cercando di ovviare all’autoreferenzialità che tale commissione ha assunto negli ultimi anni. L’ampliamento e l’inclusione di realtà importanti che sul territorio si occupano di pari opportunità, non solo di genere, renderebbe molto più coinvolgente e stimolante anche la diffusione e la sensibilizzazione dei temi affrontati;

·         Introdurre delle modifiche allo Statuto Comunale, al fine di consentire ai cittadini di poter intervenire nel dibattito politico all’interno dei cosiddetti “Consigli Comunali aperti”, rendendoli aperti nei fatti e non solo sulla carta;

·         Intervenire al fine di superare le incongruenze e le limitazioni presenti all’interno dello statuto comunale e del regolamento referendario, allo scopo di rendere maggiormente utilizzabile lo strumento del referendum consultivo;

·         Avviare un percorso di confronto con le numerose associazioni operanti nel comune di Piombino, al fine di creare delle Consulte di Associazioni, suddivise per settori di attività (volontariato, sport, cultura, animali), in modo da attuare nei fatti la collaborazione e l’unione d’intenti;

·         Introdurre il “Bilancio Partecipato di Quartiere”: ogni quartiere avrà finalmente voce in capitolo nella decisione di utilizzo di risorse pubbliche per il proprio territorio;

·         Valorizzare il ruolo dei Quartieri, non limitandoli ad un organo puramente consultivo in fase di approvazione dei provvedimenti, ma coinvolgendoli in maniera fattiva nella programmazione degli atti che li riguardano;

·         Stop agli affidamenti diretti indiscriminati. Predisporre procedure di gara programmate, semplificate e trasparenti. Abbandonare il ricorso frequente alla procedura di somma urgenza, salvo che per comprovate e straordinarie necessità. Predisposizione di gare in cui si prediliga la frammentazione degli importi e dei lavori da assegnare, in modo da evitare un unico grande appalto, che solitamente privilegia le aziende più grandi, a discapito delle piccole imprese del territorio; 

·         Protocollo legalità: daremo corso all’impegno preso all’unanimità, su nostra proposta, dal Consiglio Comunale e rimasto inattuato. Il nostro Comune sottoscriverà un accordo con la Prefettura per garantire la piena legalità nei contratti pubblici ed estendere anche a questi le informazioni antimafia;

·         Apertura di un tavolo di lavoro condiviso che valuti l'Introduzione dell'utilizzo della tecnologia basata sulle "blockchain" nei processi dell'Amministrazione comunale. E quindi l'avvio dello studio di fattibilità per favorire la generazione, la distribuzione e utilizzo di una "valuta virtuale digitale" e/o "token" legata all'economia della Città;

·         Sviluppo della tecnologia blockchain nell’amministrazione comunale: la tecnologia blockchain permette nella sostanza di avere un notaio digitale che certifica fatti e dati e che attribuisce loro una data certa. Una sorta di “notarizzazione distribuita degli eventi” che genererà una nuova modalità di archiviare e dimostrare fatti rispetto a molti argomenti, legati ai singoli individui, ma anche alla pubblica amministrazione.  La conservazione documentale, che oggi è attuata secondo le norme dettate dal Codice dell’Amministrazione Digitale e le relative norme attuative, potrebbe essere realizzata mediante blockchain, con il vantaggio di un sistema maggiormente distribuito, a cui potrebbero partecipare più soggetti ed integrando un vero e proprio processo di gestione documentale sicuro e trasparente. Con la Blockchain si può realizzare l’Anagrafe della popolazione residente. Esiste su questo tema un importante progetto avviato da Sogei, progetto che, attraverso l’integrazione dei sistemi informativi pubblici e la semplificazione dei processi amministrativi, è finalizzato a favorire il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e il miglioramento dei servizi a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, riducendone anche i costi;

·         Si può utilizzare la Blockchain nel procurement pubblico, ossia nei progetti di gare d’appalto e di acquisti tra i reparti, agenzie e altri organismi distaccati. È possibile gestire le identità digitali senza rischi per la privacy e amministrare in modo efficiente e sicuro sistemi di riscossione delle imposte o di assegnazione e tracciatura di fondi. Si può utilizzare nella distribuzione dei sussidi per il welfare;

·         Introduzione degli Smart contract: contratti che si autogestiscono e si autolegittimano, sono processi informatici “attivi” su blockchain, che non hanno più bisogno dell’intervento umano per ottenerne l’autorizzazione e quindi l’attuazione. Si attuano da soli. Come da soli possono verificare l’effettivo realizzarsi delle condizioni stabilite ed erogare il compenso dovuto o avviare un’azione prevista.


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